Radici in crescita, sequenza giornaliera degli accadimenti, di Ivan D’Agostini- 25 e 26 aprile

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    Venticinqueaprile

    Giorno di festa, giorno di pace, giorno di guerra, con i riti, a volte melensi e noiosi; retorica che non porta a nulla, si dovrebbe nascondere il passato, talvolta, per pensare al futuro. Mi accorgo della mia insofferenza, non per chissà quale motivo, solo che la ritualità forzata, questa strenue necessità di celebrare, sempre e comunque, insomma non mi trova proprio sempre d’accordo.

     

    Ventiseiaprile

    Caspita questi steli sono incredibili, di notte assumono un andamento perfettamente verticale e di giorno, certamente sollecitati e influenzati dalla luce, anche se oggi per la verità il cielo è rimasto costantemente velato (la sabbia che ha attraversato il mediterraneo e tra qualche giorno abbellirà le nostre strade, automobili e chissà cos’altro), e si piegano.

    Strana questa cosa.

    E’ difficile pensare sempre alla quotidianità, è complicato definirne sempre la preziosità, salvo che non si faccia ricorso alla semplicità. Purché non si dia corso all’enfasi delle cose essenziali, a meno che ciò che molte volte consideriamo banale non diventi straordinario, eccezionale, meraviglioso.

    Tornando a casa, sedendosi di fronte alla tavola apparecchiata, per bene, stoviglie ben allineate, coltello a destra e forchette a sinistra, bicchiere piccolo per il vino e un poco più grande per l’acqua, quella naturale, del rubinetto, magari solo leggermente filtrata da qualche impurità, appoggiando il tovagliolo sulle gambe, guardando negli occhi figli e moglie, il pensiero è a loro, alla meraviglia delle loro esistenze, dei sorrisi, impagabili che Ti mostrano, delle parole che Ti esternano, dei quesiti che Ti pongono. E’ nell’apprezzare questi minuti, esigui, ridotti ma costanti eventi della giornata; figure e suoni che magari domani faticherai a ricordare, a fissare, nella carta dei pensieri, troppi a volte che disturbano la mente, l’inesorabile e preziosa traccia del passato.

    Questo dovrebbe essere il nostro quotidiano importante, da far vivere in parallelo anche al nostro io, senza pregiudiziale alcuna.

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