Radici in crescita, sequenza giornaliera degli accadimenti, di Ivan D’Agostini- 12 aprile

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    Dodiciaprile

    Quale che sia il risultato di questa traccia, di queste brevissime circonvoluzioni di pensiero, riflessioni che altri sosterranno durante la lettura, spazi che si apriranno nella mente di chi, lettore goloso scivolerà veloce sulle mille cazzate scritte e sulle poche serietà, perché poi la vita va presa come una cazzata che se ti prendi troppo seriamente finisci con il crederci troppo e quando finisce lasci di te troppa barbosità e che se invece ridi e, soprattutto sorridi, gli altri, quelli che resteranno ti ricorderanno con piacere.

    Quale che sia il risultato di tutto ciò, avrò comunque fissato nella memoria, la mia almeno, una parte delle immagini che hanno popolato la mia vita e sarà, in alcuni momenti, la rilettura del passato, servirà, tra molti anni, magari ai miei figli o ad altri, per aggiungere un po’ di comprensione (che dramma se avessi scritto compressione! Sic), di chi siamo stati.

     

    Dunque le vacanze, una stasi, non si è prodotto nulla, nel “vassoio” intendo dire e non so se questo sia estensibile anche alle metafore più allargate. Lì non accade nulla e anche nel mio contorno.

    Cazzo, cazzo, cazzo! Nulla, il vuoto il silenzio, calma piatta, che le vele si sono persino arricciate su stesse dal secco che c’è.

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