Radici in crescita, romanzo breve di Ivan D’Agostini- 9 febbraio

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    Novefebbraio

     

    L’ultima prova prima del debutto, così Riccardo[1] pensa a questa sera, mentre nel fondo dell’anima, nel fondo dei pensieri chissà cosa c’è veramente. Le gelosie, le passioni, le invidie anche quelle meno temute, saranno ancora lì domani? Posto che siano qui anche oggi. Guardo e osservo ma non capisco molto, io.

    matita

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

    Poco capisco e comprendo di strane strategie da chiosare nel fondo della matita, prima che la punta si assottigli, prima che dal cilindro cavo di quel legno tagliata prima a metà, termini e costringa me all’acquisto della nuova mina. Dentro agli occhi viaggio poco, viaggio però nel cuore e mi pare di sentire, quando il cuore parla, il suono, quel soffio leggero che mi parla, ma oggi il soffio non si sente.

    Male, male, vorrei che il vento spirasse, tenesse a freno le pulsioni che viaggiano al contrario, vorrei che l’amore si espandesse nell’aria, quell’amore che non costa darlo e che molto ti risolve.

    Il verde è ancora poco, pazienta, pazienta …

    [1] Le serate con Riccardo sempre interessanti sono comunque connotate da continue prove, un professionista della precisione, meticoloso e scrupoloso, cerca di non lasciare nulla, o quantomeno poco al caso; segue diligentemente un copione che solo lui ha in testa veramente sino in fondo, nel cammino. Ti da comunque un filo a cui aggrapparsi nel caso di bisogno e noi gliene siamo tutti grati. Il Riccardo, sempre emozionato, è il vero conduttore della serata.

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