Radici in crescita, romanzo breve di Ivan D’Agostini- 5 febbraio

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    Cinquefebbraio

     

    Stanze vuote come i miei pensieri ora. Ricama, ricama sulle frase mi son detto mentre rileggevo il testo, vomito di pensieri che non stanno dentro la pelle e come tali vengono rigettati, tutti!

    A volte, distrattamente e non, guardo il “vassoio”, lo guardo in cerca di definizioni, in cerca di qualcosa  che non trovo. Quante volte te ne stai lì a guardare con il naso per aria, un classico della letteratura cinematografica e non solo di quella: passano aerei, cavallette, asini volanti e baroni e tu niente, niente; te ne stai lì, con il naso per aria.

    Lì, mentre le foglie crescono.

    sguardo

    La terra è scura e nasconde, privando alle ombre di manifestarsi, i rilievi, le corrugazioni che definiscono i colori degli oggetti e così, le stanze dei miei pensieri, dei ricordi, del futuro, appaiono vuote.

    A volte però basta un movimento, una piccola malizia, un suggerimento, una goccia d’acqua che inumidendo la superficie e riflettendo i raggi del sole, altrimenti assorbiti, per far sì che i rilievi improvvisamente compaiano ai nostri occhi, emergano dalla coltre scura, manifestandosi assieme alla ricchezza, infinita, del mondo.

    A volte, basta uno sguardo di lato e le cose son diverse.

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