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Quando una tirata di capelli ti cambia la vita

Il "dramma" dell'espulsione di Cristiano Ronaldo. Di Laura Giulia D'Orso

Premesso che non sono tifosa di alcuna squadra di calcio pur seguendolo con attenzione, premesso che se dovessi scegliere fra Messi e Ronaldo sceglierei Messi, premesso che a mio avviso il calcio “vero” dovrebbe essere “macho” (vedi campionati serie inferiori inglesi), ieri le lacrime dello juventino hanno intenerito.

ore 21, Stadio Mestalla, Champions League, si gioca Valencia-Juventus, al 29’ del primo tempo durante lo svolgimento di un’azione Cristiano Ronaldo entra in contatto con Murillo, poi mette la mano sulla testa dell’avversario a terra per invitarlo a non esagerare con le reazioni plateali. L’azione intanto si svolge altrove, ma, il gesto viene notato dall’assistente di porta che lo segnala all’arbitro Brych il quale decide di punire con il rosso Ronaldo. Dopo 158 partite in Champions CR7 viene espulso.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

I miei trascorsi sportivi mi hanno insegnato che l’arbitraggio non si contesta, mai, a prescindere, perciò se gli arbitri hanno visto rosso che rosso sia. Sta di fatto che visualizzando attentamente l’azione incriminata il massimo che può aver fatto Ronaldo a Murillo è averlo spettinato o spalmato meglio il gel. Certamente non ha tenuto una condotta violenta.

Il codice di disciplina Uefa prevede 1 giornata per condotta antisportiva (“unsportingbehaviour”) e per fallo grave (“rough play”, ma non è questo il caso perchè il fallo deve essere attuato contrastando un avversario per il possesso palla). È prevista invece una squalifica di 3 giornate per condotta violenta (“assaultinganother player”) e ammette le immagini video come prova, sia che l’arbitro abbia visto sia che l’arbitro non abbia visto l’episodio.

Attendendo serenamente la sentenza della Uefa sarebbe opportuno che tutti i calciatori “lavorassero” più su se stessi e sull’arte della simulazione esplosa in maniera esponenziale nel giro di questi ultimi anni tanto che la nota catena di fast-food KFC ha realizzato uno spot in cui prende in giro il famoso giocatore brasiliano Neymar.

L’occasione arriva dalla simulazione di O Ney contro il Messico, dove il calciatore si è lanciato a terra continuando a rotolare per parecchi secondi. La pubblicità in rete è diventata subito virale. Chissà se qualche marca di cosmesi per capelli possa prendere spunto da questo nuovo rosso!

Laura Giulia D’Orso

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Redazione Ticino Notizie

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