Quale sport dopo i 50 anni? I consigli dell’esperto

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    MAGENTA – Con l’avanzare dell’età prestazioni e risultati cambiano, il nostro corpo reagisce in maniera diversa e noi dobbiamo avere alcune particolari attenzioni. Sull’argomento abbiamo intervistato il dottor Alfredo Falchi, medico ortopedico della Clinica Santa Crescenzia di Magenta, diretta dal dottor Andrea Rocchitelli.

    Il dottor Falchi,  è una delle colonne portanti del team che al Santa Crescenzia si occupa degli infortuni in ambito sportivo.  Una vera e propria squadra di professionisti per garantire al paziente un approccio integrato. Passando dalla diagnosi alla cura, sino al percorso riabilitativo completo.

    Ma veniamo all’oggetto dell’intervista.

    Sport agonistico over 50, in particolare maratona, bicicletta e nuoto: che cosa cambia a livello muscolare con l’avanzare dell’età?

    Col passare degli anni la fibra muscolare perde in elasticità e fluidità, si riduce dunque la spinta del polpaccio e del muscolo della coscia. In particolare chi ha praticato sport agonistico per molti anni, fin da giovane, e continua a farlo anche in età avanzata ha sottoposto le articolazioni a una condizione di stress prolungato. La superficie cartilaginea si consuma, così come con l’usura si rovinano le gomme delle automobili: più chilometri fanno, più si deteriorano. Bisogna comunque ricordare che per analizzare nel migliore dei modi l’attività sportiva intensiva over 50 occorre valutare ogni singolo caso, prendendo in esame il peso dell’individuo, l’età, la situazione articolare e per quanti anni ha praticato sport agonistico.

    Quali sono i rischi che si corrono praticando sport con la stessa intensità di quando si aveva 30 anni?

    Gli atleti agonisti hanno sfruttato le articolazioni in modo importante e non naturale. È un’usura portata all’esasperazione, che ha sottoposto il corpo a sofferenze muscolo tendinee protratte nel tempo, fino ad arrivare a microtraumi e strappi. Il tendine perde elasticità e può sviluppare tendinosi e tendinopatie, microlesioni che si possono trasformare in rotture vere e proprie. In particolare gli atleti con un passato agonistico intenso possono andare incontro a un precoce intervento di protesi al ginocchio o all’anca.

     E i benefici?

    Gli atleti delle categorie Master possono vantare un buon funzionamento dell’apparato cardiorespiratorio, al contrario di certi loro coetanei sedentari, e un buon tono muscolare, efficace e attivo. L’attività fisica mantiene un cuore e una testa giovani, ma il difficile è trovare il giusto equilibrio. A una certa età sono inevitabili certi “danni”, ma i disturbi a cui va incontro una persona di 60 anni in sovrappeso, che non fa movimento e ha un’alimentazione sbagliata, non sono gli stessi di un atleta della stessa età che dal punto di vista cardiaco sarà perfetto, ma non senza patologie articolari. Capisco la passione e l’impegno di quanti non rinunciano alla competizione e all’attività fisica intensa, ma bisogna prendere atto che gli anni passano e il fisico ha esigenze diverse.

     

     

     

     

     

     

     

     

    Quale attività fisica consiglia dopo i 50 anni?

    Bisogna trovare l’esercizio giusto per mantenere un buon tono muscolare, ma senza continuare a stressare il fisico come si è fatto tra i 20 e i 50 anni. Ci si dovrebbe affidare a un preparatore atletico ed eventualmente a un ortopedico, e valutare insieme il tipo e l’intensità di attività da affrontare. Nello specifico consiglio un’attività ludica, due o tre volte alla settimana, che coinvolga tutta la muscolatura. La ginnastica a corpo libero non dovrebbe mai mancare, ma sono indicati anche il nuoto, la corsa o meglio la camminata veloce che consuma meno le articolazioni. Il canottaggio è perfetto perché fa lavorare tutti e quattro gli arti contemporaneamente e non stressa la muscolatura.

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