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Prostituzione: al via la raccolta firme della Lega Nord

MILANO – Legalizzare la prostituzione per tassarla, combattere quella di strada e dunque tutelare la salute pubblica e allo stesso tempo evitare il degrado urbano. Inizia da questa settimana nei gazebo che verranno allestiti nelle piazze e nei municipi della Lombardia la battaglia della Lega Nord per abrogare con un referendum la legge Merlin e arrivare a tassare, come avviene in tanti paesi europei come Germania, Regno Unito, Paesi Bassi, Austria e Svizzera, quello che viene definito “il mestiere più antico al mondo”.
“Le strutture del nostro Movimento – dice Andrea Bartolini, segretario provinciale Lega Nord del Ticino – sono già tutte mobilitate. Ci saranno banchetti e gazebo in oltre 70 piazze delle zone del Magentino, Rhodense, Abbiatense e Alto Milanese. Puntiamo a raccogliere in poco tempo oltre 20mila firme. L’obiettivo è a portata di mano perché sempre più cittadini, al di là delle loro posizioni politiche, riconoscono che regolamentare e tassare la prostituzione è ormai un fatto di civiltà in quanto contribuisce anche a contrastare la criminalità organizzata, la tratta e lo sfruttamento e dunque a riportare ordine e sicurezza nelle nostre città.”
La Lega Nord in Regione Lombardia ha già depositato un progetto di legge molto preciso e articolato.

“A Milano in almeno 300 appartamenti – spiega il Vicepresidente del Consiglio regionale Fabrizio Cecchetti, uno dei promotori della proposta del Carroccio – si esercita la prostituzione, mentre ci sono oltre 2mila centri massaggi nei quali circa 6mila ragazze di origine asiatica si offrono ai clienti. A conti fatti, in Lombardia si stima esercitino in case che di fatto sono “chiuse” circa 4500 “lucciole”, metà delle quali sono a Milano e per l’80% di origine straniera. Tassare dunque la prostituzione vuol dire regolamentare un fenomeno sociale che non si può bloccare, garantendo alla Lombardia anche un’entrata straordinaria stimata in circa 300 milioni di euro. Un vero e proprio tesoretto – aggiunge ancora Cecchetti – che la nostra Regione utilizzerà per ampliare le politiche di sostegno al lavoro e all’occupazione e per aiutare le famiglie che sono in difficoltà. Non nascondiamo la testa sotto la sabbia come gli struzzi: questa è la realtà e su questa realtà bisogna confrontarci e non chiudere gli occhi”.

Sostiene la battaglia anche la nota transessuale Efe Bal (nella foto), da anni impegnata per l’abolizione della Legge Merlin: “Legalizzare la prostituzione – spiega – renderà il nostro Paese più equo e giusto. Da una parte lo Stato avrebbe importanti nuove risorse che sottrarrebbe alle organizzazioni criminali, mentre dall’altro si risolverebbero una volte per tutte i problemi legati allo sfruttamento e all’assenza di tutele garantendo diritti anche a chi decide di esercitare l’attività di meretricio”.

Redazione

Redazione Ticino Notizie

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