Pronto Soccorso, Magenta (la sera) non regge. Quello di Abbiategrasso va riaperto. Punto.

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    MAGENTA ABBIATEGRASSO – Urla, tensioni, Carabinieri lungo le corsie. Quanto successo sabato sera al Pronto Soccorso dell’ospedale Fornaroli di Magenta, raccontato come sempre puntigliosamente dal nostro Graziano Masperi, dimostra una volta di più- se ce ne fosse bisogno- il sempre più frequente disagio che si vive al Ps di Magenta nelle ore serali, specie dopo la chiusura di quelli a Cuggiono e soprattutto ad Abbiategrasso.

    Ora, che il Ps di Cuggiono chiuda per consentire al nosocomio di via Badi di assumere sempre di più le caratteristiche medico-sanitarie indicate ormai da anni dall’ex Ao e ora dall’Asst Ovest Milano ci può stare: con un ospedale come quello di Legnano a disposizione, fare di Cuggiono un centro avanzato per alcune patologie e specialità va benissimo. Quindi possiamo fare a meno del suo PS di sera e di notte.

    Ma che Magenta debba sopportare tutto il peso notturno delle emergenze sanitarie di Magentino, larga parte dell’Abbiatense (diteci chi da Rosate andrebbe al San Carlo piuttosto che al Fornaroli..) e un pezzo di Castanese non può essere, anche se dietro nostra espressa domanda i vertici sanitari dei due ospedali di Magenta e Bià NON accreditano la tesi di un sovraffollamento notturno del Ps interno al Fornaroli dopo il dicembre 2016, ossia da quando il Ps del Cantù ha chiuso i battenti dopo le 20.

    Sono talmente tante le lamentele che ci giungono da chi è passato dal Ps di Magenta dopo le 20 o le 22 che abbiamo perso il conto. C’è poi un altro problema, di carattere NON medico sanitario ma afferente la sicurezza, emerso a luglio durante un incontro a Milano tra Questura e Regione Lombardia. La  Federazione nazionale degli ordini dei medici Chirurghi e Odontoiatri ha diffuso di recente dati a dir poco inquietanti: oltre la metà degli operatori sanitari ha subito aggressioni verbali, il 4% ha subito violenza fisica.
    La maggior parte delle aggressioni si registrano nei reparti di Psichiatria e proprio al Pronto Soccorso, il 56% di chi ha subito violenza ritiene che l’aggressione fosse prevedibile e il 78% degli intervistati afferma che procedure aziendali potrebbero prevenire o gestire gli atti di violenza. Il 12 agosto 2017 il Sindaco infermieri (Nursind) lanciò un allarme secondo il quale il 78,28% degli operatori sanitari Lombardi, nella loro carriera, avrebbero subito aggressioni fisiche.

    Sappiamo, perché è un mantra, che la riapertura serale del PS all’ospedale Cantù NON è al momento possibile perché gli standard e le caratteristiche dello stesso NON rientrano nei parametri della legge nazionale di riferimento. Bene, accettiamo la risposta eminentemente tecnica. Peccato che non ci soddisfi, e che allo stato attuale (molti Ps di Milano, lo si legge sulle cronache, di notte stanno diventando centri di accoglienza per extracomunitari che si fanno ricoverare in codice verde salvo poi passare la notte tra le corsie) sia ancora la POLITICA- per fortuna- ad assumere quelle decisioni cui successivamente medici e tecnici sono chiamati ad uniformarsi.

    E allora ci aspettiamo 1) che venga dato corso alla mozione del Consiglio Regionale che votò per la riapertura del Ps di Bià dopo le 20 e 2)che il Ps riapra per evitare che quello del Fornaroli scoppi o che si ripetano casi di cronaca come quello di sabato.

    Crediamo nel primato della Politica. Non vorremmo doverci ricredere..

    Fabrizio Provera

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