Progetto Magenta interroga sul futuro (FERMO AL PALO) dell’ex Novaceta

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    MAGENTA – L’area ex Novaceta è di importanza strategica per la città di Magenta: la sua posizione e le sue dimensioni possono essere impiegate per un progetto di recupero e di valorizzazione insieme alle aree circostanti, per realizzare finalmente il sogno di un grande parco pubblico. Più di 2.000 sono le persone che hanno già firmato la petizione promossa dall’Associazione RiParco, persone che chiedono a gran voce di essere ascoltate in tal senso.

    Chi ha a cuore la nostra Città sa che prima di qualsiasi intervento, sarà necessario provvedere alla bonifica dell’intera area. Un’area in degrado, con edifici abbandonati da almeno 12 anni. Pensiamo ad esempio alla Centrale Termoelettrica, al grave pericolo per i nostri cittadini rappresentato dal quantitativo di amianto esposto liberamente al degrado degli agenti atmosferici. Una situazione resa ancor peggiore se pensiamo al sottosuolo: dove sono finiti i rifiuti tossici?! Il PCB, la soda caustica, il fluoruro di carbonio e il piombo? E qual è la condizione dei sette pozzi di acqua prementi tutti sulla falda locale?

    Silvia Minardi, capogruppo in consiglio comunale di Progetto Magenta, è decisa ad avere chiarezza: “Noi di Progetto Magenta riteniamo necessario e doveroso rendere la città partecipe di quanto l’amministrazione sta facendo in quell’area. A marzo abbiamo ancora una volta protocollato una interrogazione: volevamo dettagli e informazioni precise in merito alla situazione di degrado dell’area, alla gestione dello smaltimento dell’amianto e di tutte le sostanze dannose per la salute dei nostri cari”. Silvia Minardi aveva posto all’Amministrazione una serie di domande con l’intento preciso di conoscere lo stato dei fatti nell’area in oggetto.

    “Con mio grande rammarico, un mese dopo la risposta dell’amministrazione comunale, firmata dal Sindaco e dall’assessore Cattaneo, ci ha lasciati con l’amaro in bocca. Abbiamo dovuto prendere atto dell’indisponibilità del sindaco Calati a dare evidenze puntuali alle richieste fatte. E mi sconcerta profondamente che il motivo di questo rifiuto rimandi alla preoccupazione che occorrerebbe la elaborazione di una rilevante quantità di documenti”. Fa notare amareggiata la capogruppo.

    SILVIA MINARDI

    Silvia Minardi, capogruppo di Progetto Magenta

    L’argomento in discussione è la salute dei cittadini di Magenta! Salute fortemente a rischio visto il degrado ambientale dell’area e la presenza di fibre di amianto libere di circolare nell’aria che respiriamo. La salute di tutti noi DEVE essere la primaria preoccupazione del sindaco a cui fanno capo precise responsabilità.

    Alle richieste fatte, l’amministrazione comunale risponde con un riferimento ad una mappatura fatta nel 2013 che conferma l’esistenza di amianto nell’area ex Novaceta, fornisce un elenco di cinque interventi fatti a partire dal 2013, senza dire se il problema sia stato risolto e se restano ancora delle criticità. E preoccupa ancora di più l’assenza di informazioni sull’eventualità che sia in corso un aggiornamento del piano di manutenzione.

    Progetto Magenta ha interrogato di nuovo l’amministrazione richiedendo di conoscere il termine temporale dell’aggiornamento del piano di manutenzione e custodia dei manufatti.
    “Ci interessa avere informazioni precise riguardo le interlocuzioni che l’Amministrazione dichiara di aver svolto con la proprietà e con altri portatori di interesse nell’area in oggetto”, afferma decisa Silvia Minardi.
    Nella risposta che abbiamo ricevuto si legge che “in merito alle interlocuzioni con la proprietà… non è presente alcuna documentazione da mettere a sua disposizione”. Che cosa significa questo?

    “Con un semplice accesso agli atti abbiamo già visto che c’è stata almeno una interlocuzione: perché non dire alla città quale è stato il contenuto di quelle interlocuzioni e perché non dire nulla sull’esito delle stesse?” conclude una determinata e combattiva Silvia Minardi.

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