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‘Prof, parlaci di Norma Cossetto’. Iniziativa di Gioventù Nazionale nel Castanese

 

Inveruno, 4 ottobre 2019In occasione dell’anniversario della morte di Norma Cossetto, continua la battaglia di Gioventù Nazionale nelle scuole del castanese, e del resto della provincia di Milano, per ricordare il martirio di questa ragazza. *Nella notte tra il 4 e 5 ottobre scorso è apparso uno striscione davanti all’ISS Marcora di Inveruno.*
La storia di Norma Cossetto non può essere nascosta.
È stata torturata, violentata e gettata in una foiba ancora viva a soli 23 anni dai comunisti jugoslavi perché donna e italiana.
Si è opposta alle ingiustizie dei partigiani titini, sacrificando la propria vita. È una storia d’Italia, una storia che deve essere raccontata e studiata nelle scuole della nostra Nazione.
“Con quest’azione i ragazzi di Gioventù Nazionale, movimento giovanile di Fratelli d’Italia, hanno voluto sottolineare quanto ancora ci sia da lavorare, affinché la storia degli esuli giuliano-dalmati e le atrocità degli infoibamenti, abbiano il posto che meritano nei libri di scuola” – dichiara *Andrea Azzolin*, _segretario di Gioventù Nazionale Valle del Ticino_ – ”si tratta di una battaglia di libertà, non più di una sterile questione ideologica. Non c’è nulla di divisivo nel raccontare ciò che accadde subito dopo la Seconda Guerra Mondiale in quella parte d’Italia.
L’odio e il dolore della guerra avrebbero dovuto cedere il passo ad un periodo di pace; ma, in quella parte della nostra penisola, il popolo italiano conobbe nuova ed inspiegabile sofferenza”, poi continua: “Lo stesso presidente della repubblica italiana Mattarella, lo scorso anno, ha voluto rendere omaggio alla memoria degli esuli, sottolineando l’importanza di ricordare una strage che non ha colori politici.”
Conclude Azzolin: “La cosa che più mi sconcerta è che, anche nei paesi del mio territorio, qualche esponente di partito o associazioni della sinistra locale continua ad alimentare la divisione vedendo negli infoibati vittime che meritavano il loro supplizio.
Per me non è così, non lo sarà mai. Gli infoibati erano prima di tutto italiani, e solo per questo è giusto ricordarli ed insegnare alle nuove generazioni la loro storia.
*Non credo sia giusto continuare alimentare quella particolare corrente di pensiero che vorrebbe il popolo italiano ontologicamente diviso su tutto.*”
Non esistono morti di serie A e di serie B. Per una memoria condivisa ci rivolgiamo agli insegnanti delle scuole superiori d’Italia: parlateci di Norma Cossetto!
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Redazione Ticino Notizie

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