Pro Vita e Famiglia: nostre idee anti gender censurate dalla sinistra

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«Nei Comuni amministrati dalla sinistra la libertà di pensiero ed espressione è ormai un lontano ricordo: per l’ennesima volta una nostra campagna di affissioni stradali sull’indottrinamento gender dei bambini nelle scuole è stata sottoposta a censura politica e immediatamente rimossa”.

Lo afferma Jacopo Coghe, portavoce di Pro Vita & Famiglia. “È grave e preoccupante – osserva – che i nostri manifesti siano stati rimossi a seguito di pressioni giunte da rappresentanti politici delle amministrazioni di Torino, Milano e Roma circa la “natura del messaggio veicolato” dai nostri cartelloni, che, a loro dire, violerebbero una norma inserita nel Codice della strada nel 2020. Tuttavia, tale norma è attualmente del tutto inapplicabile, poiché mancano i decreti attuativi ministeriali previsti dalla stessa e mai emanati. Pertanto, tali disposizioni non sono invocabili nemmeno in astratto per censurare il messaggio di Pro Vita & Famiglia. Inoltre non vi è nulla nel messaggio della nostra campagna che costituisca una critica all’ideologia gender (“Basta confondere l’identità sessuale dei bambini. #stopgender”), che possa rappresentare un contenuto violento, sessista, lesivo delle libertà o discriminatorio. Affermare oggi che la libertà educativa dei genitori deve essere rispettata è diventato un messaggio da censurare. Noi non ci faremo tappare la bocca e proseguiremo con le affissioni in tutto il resto d’Italia e con la campagna che prevede anche webinar informativi per genitori e una petizione popolare che ha raccolto oltre 36.000 firme».

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