“Prevenzione e cura delle infezioni correlate all’assistenza, il progetto della ASST Ovest Milanese”

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    La ASST Ovest Milanese presenta in un convegno i risultati di uno studio durato tre anni, che ha visto coinvolte sei Residenze sanitarie assistenziali del territorio. Ora l’Ospedale estende il progetto a 32 strutture

     

    LEGNANO – Si è svolto lunedì 6 marzo nella Sala conferenze della Villa Sant’Ubaldo a Busto Arsizio il convegno “Prevenzione e cura delle infezioni correlate all’assistenza, il progetto della ASST Ovest Milanese”. Obiettivi: fare il punto su come curare infezioni difficili in pazienti cronici, presentare esperienze di integrazione Ospedale-territorio, comprendere il ruolo fondamentale dei laboratori di microbiologia nelle infezioni multiresistenti. Tra il pubblico, i Direttori sanitari delle Rsa, quali la Don Cuni, il Cottolengo, Villa Arcadia.

    Ha introdotto il Direttore Generale dell’ASST Ovest Milanese, dottor Massimo Lombardo: “Oggi presentiamo i risultati di un lavoro di collaborazione fra Ospedale e sei Rsa che dura da oltre tre anni. Un lavoro di prevenzione e gestioni di infezioni difficili, con particolare attenzione ai germi multiresistenti, che tanti problemi danno se non vengono subito presi in carico correttamente. La nostra proposta è di estendere tale studio ad altre Rsa, trasformando l’esperienza scientifica e formativa in un modello di rete sul territorio da divulgare”.

    Afferma il Direttore dell’Unità operativa di Malattie Infettive dell’Ospedale di Legnano, dottor Paolo Viganò: “La legge regionale 23 sollecita il lavoro di Rete nell’ambito della prevenzione, diagnosi precoce e terapia adeguata delle infezioni contratte nelle strutture di assistenza e cura (Ospedali, Centri di riabilitazione, Rsa) del territorio. Lo studio condotto ci ha portato a esaminare oltre 750 pazienti. Sono emerse numerose infezioni, spesso ripetute nello stesso paziente. I dati elaborati hanno consentito di identificare alcune criticità che possono essere affrontate con un lavoro di squadra, impegnando le migliore risorse cliniche, delle strutture residenziali, e degli operatori del territorio.
    La sinergia di queste risorse può garantire una adeguata e condivisa ricchezza formativa e una tempestività e accuratezza diagnostica: elementi che permettono una sollecita cura delle infezioni al loro primo insorgere.
    Ciò comporta una sensibile riduzione nella diffusione degli agenti patogeni potenzialmente molto pericolosi (quali la Klebsiella pneumoniae, la Escherichia coli produttore di beta lattamasi, la Serratia marcescens) soprattutto all’interno delle comunità, e al tempo stesso un risparmio sia economico, sia di impegno umano e professionale. Ora l’ASST Ovest propone un pacchetto collaborativo a 32 Rsa del territorio, comprendente momenti di formazione, disponibilità diagnostiche con le metodiche più avanzate e consulenza clinica di prim’ordine”. Infine, la riflessione e qualche dato del Presidente Amcli (Associazione microbiologi clinici italiani) e Direttore della Microbiologia dell’ASST Ovest Milanese, dottor Pierangelo Clerici: “Il monitoraggio microbiologico costante dei pazienti afferenti alle Rsa (eseguito con tecniche di ultima generazione e secondo linee guida internazionali) consente in intervenire prontamente nel momento in cui si riscontri la possibilità di diffusione all’interno della struttura stessa di germi multiresistenti. I dati in nostro possesso indicano come attualmente la percentuale di presenza di microrganismi multiresistenti nelle RSA che insistono sul nostro territorio sia in linea con la media nazionale (3,5%).
    Sicuramente l’impegno di tutti coloro che concorrono al percorso diagnostico terapeutico assistenziale nei confronti dei pazienti con particolari criticità può risultare determinante nel limitare il rischio di diffusione dei microrganismi particolarmente pericolosi”.

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