Economia/LavoroNews

Pressione fiscale e burocrazia, i nemici quotidiani per chi fa impresa- di Andrea Pasini

 

Gli eroi della nostra quotidianità si chiamano imprenditori che tutti i giorni portano a termine missioni ben più impossibili di qualsiasi agente 007. I loro nemici sono molteplici: una burocrazia pachidermica, tasse che hanno ormai raggiunto livelli vessatori, leggi che invece che facilitare la creazione di un ambiente di lavoro sereno creano sempre più difficoltà.
E gli imprenditori non possono nemmeno contare su qualcuno. Nel mondo reale non ci sono aiutanti come Robin Hood e lo Stato, che dovrebbe calzare la parte, rimane inerte e non è ancora riuscito concretamente ad incidere su un taglio netto delle tasse. La pressione fiscale per le imprese ha ormai superato il 60%. Una percentuale così alta che lo Stato si può definire socio di maggioranza di ogni azienda italiana. Un socio che gode degli utili fino a che l’azienda è sana e che l’abbandona non appena questa si trova in difficoltà. Un socio che per saziare le sue pretese utilizza l’Agenzia delle entrate con le sue cartelle esattoriali. Forse se nella nostra storia fatti da buoni e cattivi dovessimo identificare la nemesi del nostro eroe questo sarebbe proprio lo Stato, con parte della sua classe dirigente. E lo sta dicendo una persona che a parte tutto nutre molto rispetto verso le istituzioni e lo Stato. Ma penso sia doveroso visto il profondo rispetto che ho per lo Stato e le sue Istituzioni segnalare che la questione dell’attuale pressione fiscale e della burocrazia mantenute così come sono, stanno uccidendo giorno dopo giorno le imprese e l’economia del nostro Paese.
Centinaia di aziende abbassano le serrande quotidianamente. Migliaia di posti di lavoro vengono persi. Negli ultimi anni nessuno che si parli di destra, sinistra o qualche movimento a parte il leader della Lega Matteo Salvini che ha fatto la sua parte proponendo la Flat Tax, ha fatto nulla perché questa situazione si risanasse. Nessuno ha dato sostegno alle imprese. Nessuno ha ridato all’imprenditore quella dignità che si trova spesso a compromettere a causa di forze maggiori. Io   Andrea Pasini sono un giovane imprenditore di Trezzano Sul Naviglio non per meriti personali, ma grazie ai molteplici sacrifici della mia famiglia che dopo decenni ha creato una azienda sana con 50 dipendenti e devo dire con molta trasparenza che viene sempre più difficile avere ancora fiducia in una classe dirigente che obbliga gli imprenditori a fare sacrifici e mai sacrifica se stessa per il bene altrui. Nessuno come un imprenditore sa cosa sia la rinuncia, la fatica e la voglia di riscatto. Chi rimane incollato alla sua poltrona non sente certo il bisogno di dare una scossa al Paese; non ne capisce l’importanza, la necessità.  L’eroe non è qualcuno che siede nella sua gabbia dorata e osserva stancamente il mondo che crolla attorno a lui. L’eroe è colui che nonostante tutto cerca fino all’ultimo di rimanere in piedi.

 

 

 

L’imprenditore lo fa tutti i giorni, in una lotta contro tutto e tutti perché crede nel cambiamento e comprende l’importanza del duro lavoro. Ma può farcela da solo? La risposta è no! No non può farcela, serve che lo Stato faccia la sua parte. Serve che la politica come correttamente ha proposto il leader della Lega Matteo Salvini faccia la sua parte e dia un taglio netto alle tasse. Solo cosi gli imprenditori potrebbero investire i soldi risparmiati nelle proprie aziende facendole crescere e creando occupazione.
Andrea Pasini – Trezzano Sul Naviglio
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