Territorio

PMI: crisi significa meno pianificazione e più’ incertezza

ABBIATEGRASSO- «Quello che più sconcerta è che la situazione delle pmi abbiatensi, rispetto alla scorsa rilevazione congiunturale, sia rimasta pressoché invariata. Significa che l’industria manifatturiera, pur continuando a “tenere” non è ancora uscita dalla crisi. La pianificazione strategica, infatti, è stata sostituita da un’ottica di breve, brevissimo periodo e il clima di incertezza economica e di mancato supporto da parte delle istituzioni non consente impegnative decisioni di investimento e sviluppo».
 
Così Carlo Magani, componente di giunta di CONFAPI INDUSTRIA Sud Ovest descrive il sentiment della maggior parte degli imprenditori del territorio abbiatense aderenti all’associazione delle pmi che, tramite un sondaggio, ha voluto interpellare aziende manifatturiere per capire quale sia la loro percezione su una possibile ripresa dell’economia locale.
 
Dall’indagine effettuata dall’Ufficio Studi, infatti, pur razionalizzando i costi di produzione, migliorando la qualità dei prodotti e ampliando la gamma, cercando nuovi  canali e forme distributive e nuovi mercati di sbocco una considerevole fascia di imprenditori ritiene che produzione, ordini, fatturato abbiano registrato un calo negli ultimi  mesi e che le prospettive non siano favorevoli. Per altri  “capitani d’impresa” invece vi è una sostanziale tenuta. Pochi gli ottimisti.
 
Discorso a parte quello legato al personale; oltre l’81% delle imprese, nell’ultimo semestre 2013 non ha ridotto il numero degli addetti, dato che conferma ancora una volta come le pmi siano importanti per la tenuta dell’occupazione.
 
«Le difficoltà maggiori – ha spiegato Carlo Magani – sono causate dai margini ridotti di un mercato che è diventato quasi insostenibile, dai continui aumenti nei costi delle materie prime, da una tassazione elevatissima e dalla poca disponibilità da parte degli istituti di credito. La parola chiave deve essere innovazione: di prodotto, di processo, ma causa poche risorse disponibili ormai ci si deve preoccupare della sopravvivenza».
 
 
confapi

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