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Piromani d’auto tra Magenta e Robecco, venerdì scatta il processo a Pavia. Gli indagati sono 6

L'avvocato Simone Melina (che fu una delle vittime) difenderà il Comune di Robecco, che sarà parte civile. Gli imputati rischiano pene dai 3 ai 6 anni

 

 

ROBECCO MAGENTA – Ricorderete di certo la notte di follia dell’ottobre 2017, una domenica, quando vennero incendiate da piromani 4 auto tra Castellazzo e Robecco e 3 macchine a Magenta.

Una piaga che cominciò nell’estate del 2016 e che è proseguita per almeno 2 anni.

Adesso la vicenda è a una svolta: venerdì 13 settembre, al Tribunale di Pavia, scatta il processo (è prevista l’udienza preliminare) a carico dei 6 indagati, che furono scoperti grazie alle indagini coordinate dai Carabinieri di Abbiategrasso.

Tra le vittime di quel raid ci fu anche l’avvocato Simone Melina, con studio a Magenta, ex assessore del comune di Robecco, che venerdì difenderà se stesso e anche l’Amministrazione robecchese, che nel frattempo si è costituita parte civile nel processo. Vi aggiorneremo presto sul prosieguo del procedimento giudiziario, che non durerà meno di 1 o 2 anni. Gli indagati sono 6, età tra i 20 e i 35 anni. Rischiano, se saranno giudicati colpevoli, pene tra i 3 e i 6 anni di detenzione. Di seguito riportiamo un pezzo del nostro Graziano Masperi (risalente al 2018) che ricostruisce la vicenda.

MAGENTA ROBECCO Un raid vandalico pazzesco. E’ trascorso giusto un anno da quella domenica notte del mese di ottobre. Il Pubblico Ministero presso il Tribunale di Milano, dottoressa Camilla Repetto, ha presentato l’avviso di conclusione delle indagini preliminari a carico di sei persone. Due sono ragazzi residenti a Magenta, due a Milano e poi ci sono due ragazze residenti a Milano e a Monza. Tutti italiani.

A loro carico, in questa fase, non è stato ovviamente preso alcun provvedimento. Una notte di fuoco tra Magenta, Castellazzo dè Barzi, Robecco sul Naviglio e Pontevecchio quando una banda di incendiari diede alle fiamme ben sette veicoli, tra auto e furgoncini, causando danni per migliaia di euro. In strada per Castellazzo un uomo e la sua famiglia vennero svegliati di soprassalto da un boato. era lo scoppio dello pneumatico della loro auto.

Si affacciarono e videro un veicolo sfrecciare verso la vicina Castellazzo, distante neanche due chilometri. E la loro auto avvolta dalle fiamme che salivano alte nella notte. Per i vigili del fuoco fu un tour de force incredibile. Servirono diversi mezzi per far fronte alla follia dei piromani. Non passarono che pochi minuti che attaccarono due furgoncini parcheggiati nel posteggio di via La Pira a Castellazzo. E poi un’altra auto di fronte alle villette a schiera lungo la strada che porta a Robecco. E poi ancora un altro furgone a Castellazzo e un’altra auto dietro Villa Castiglioni, sede del Parco del Ticino a Pontevecchio. La frazione di Castellazzo dè Barzi fu la più bersagliata dai piromani. Vennero distrutte una Volkswagen Polo parcheggiata in via Padre Kolbe, un Iveco Daily in via XX Luglio, una Fiat 500 in via della Cappelletta all’angolo con via La Pira, un Doblò sempre in via La Pira, una Ford Focus in strada per Castellazzo e poi ancora una Opel Corsa in strada per Castellazzo a Magenta e una Fiat Stilo in via Galliano a Pontevecchio.

I carabinieri della Compagnia di Abbiategrasso si misero subito al lavoro per cercare di ricostruire gli episodi. Inizialmente si sospettò di un unico individuo affetto da disturbi mentali, ma le indagini successive hanno puntato l’attenzione su un gruppo di giovani. Ben sei. A cavallo di quell’episodio a Magenta si verificarono numerosi incendi di auto, soprattutto nel quartiere nord della città. I carabinieri assicurarono il massimo impegno per dare un volto e un nome ai responsabili di atti di vandalismo che non trovarono spiegazione alcuna. A distanza di un anno le indagini sono state chiuse.

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