‘++Pierpaolo Sileri, grillino anomalo… ‘No a lockdown, controlli mirati nei week end’

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    No al lockdown nei weekend, ma misure di controllo piu’ severe. La pensa cosi’ il sottosegretario alla Salute, Pierpaolo Sileri. Intervenendo ad Agora’ su Rai3 il sottosegretario ha affermato che vanno “prima rafforzati i controlli affinche’ non ci siano assembramenti. Questa e’ la strategia piu’ di buon senso, poi se hai una citta’ o un’area della regione dove le terapie intensive si stanno intasando e’ chiaro che li’ devi chiudere, ma solo li’. In altre aree dove questo non avviene – ha osservato – hai gia’ bloccato il passaggio da una regione all’altra, si puo’ rafforzare sicuramente qualcosa, ma un lockdown per tutta l’Italia per quattro settimane in questo momento io non lo vedo utile”.

       “Siamo nel pieno della terza ondata – ha sottolineato Sileri – e i contagi continueranno a salire. Cio’ non significa che sia necessario chiudere tutta Italia ma certamente sono necessarie misure dove c’e’ piu’ pressione sulle strutture sanitarie”. E  per farlo “servono zone rosse piu’ o meno chirurgiche e piu’ o meno ampie”.
          Rispetto alle valutazioni del Comitato Tecnico Scientifico (Cts), “piu’ che rafforzare le misure restrittive il sabato e la domenica, rafforziamo i controlli affinche’ non ci siano assembramenti”, perche’, “il periodo attuale non e’ paragonabile con quello natalizio. A dicembre c’erano 15 giorni di vacanza, scambi di regali e shopping”. Quindi, ha concluso il sottosegretario, “il rigore serve ma questa settimana altre regioni cambieranno colore diventando arancioni, e questo mi sembra gia’ rigore. Da Salvini sono arrivate parole di buon senso”.
    “Aumentare il numero di vaccinazioni facendo a piu’ persone una prima dose e’ la strategia che dobbiamo attuare adesso. Perche’ abbiamo un milione e mezzo di dosi ferme nei frigoriferi in attesa di fare la seconda somministrazione”.
    Questa sarebbe una scelta “ragionevole” secondo il sottosegretario alla Salute Pierpaolo Sileri, intervenendo durante la trasmissione Agora’, su Rai 3.
       “L’evidenza scientifica – ha ricordato – mostra che gia’ con la prima dose c’e’ un’immunita’ sufficiente a proteggere da una forma grave della malattia, ritardare la seconda di due o tre settimane, anche per i vaccini a Mrna oltre che per quelli di Astrazeneca, in questo momento e’ ragionevole, confidando nelle consegne crescenti, che continueranno a marzo e aprile. Questo proteggera’ i soggetti piu’ fragili”. Oggi, infatti, ha precisato, “abbiamo 1,5 milioni di anziani che hanno gia’ fatto la prima dose e questo significa che difficilmente prenderanno la forma grave e finiranno in ospedale”.
      Infine, a distanza di un anno dallo scoppio della pandemia, Sileri ricorda come “vedere medici e infermieri che morivano tutti i giorni e’ stata, allora, la parte piu’ difficile. Oggi vedere 100.000 morti fa male”. Rispetto alla domanda se “poteva andare meglio di come e’ andata?” afferma: “e’ una domanda giusta da farsi. Dobbiamo sempre metterci in discussione per capire se si poteva fare qualcosa di diverso”.

     

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