Piano Cave/2. Monica Forte: “Strumento teso ad impedire le infiltrazioni mafiose”

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LOMBARDIA – Oggi, 28 giugno, durante la seduta del Consiglio regionale e a seguito di un lungo iter in commissione Ambiente, è stato approvato all’unanimità un ordine del giorno abbinato al nuovo Piano cave della Città metropolitana di Milano e avente ad oggetto la questione delle infiltrazioni criminali e mafiose nelle attività di escavazione. Un importante lavoro di osservazione e analisi che ha come scopo quello di attivare un sistema di verifiche e monitoraggi ambientali nel caso in cui dovessero essere avviate indagini penali o applicati provvedimenti cautelari restrittivi da parte dell’autorità giudiziaria rispetto a determinati ambiti estrattivi.

L’atto di indirizzo è stato fortemente voluto dalla presidente della commissione Antimafia e membro della commissione Ambiente, Monica Forte. Il tema ha, altresì, trovato grande condivisione e concertazione con tutte le forze. Forte: “Nel corso dell’istruttoria ho sollevato la questione riguardante l’opportunità di sospendere lo svolgimento delle attività di cava all’interno dell’ambito estrattivo sito nel comune di Zibido San Giacomo, in località Cascina San Francesco. Questo a seguito di approfondimenti che hanno confermato come la società di gestione della cava, Società Bonilauri S.r.l., dal 2021 è oggetto di indagini da parte della Direzione distrettuale antimafia presso la Procura della Repubblica di Milano per traffico illecito di rifiuti con l’aggravante dell’agevolazione di attività di stampo mafioso”.

“Al fine, quindi, di prevenire situazioni analoghe a quella considerata – ha evidenziato la consigliera Forte – ho chiesto che la Giunta si impegni, ogni qual volta le attività di cava dovessero essere oggetto di indagini penali o di provvedimenti cautelari restrittivi, in modo particolare con l’aggravante dell’agevolazione mafiosa, ad attivare tutte le opportune verifiche e monitoraggi, avvalendosi anche del supporto di Arpa e, sulla base di questi, sospendere l’operatività delle attività di cava e condizionare il rilascio delle autorizzazioni all’esito di un piano di indagine ambientale da concordare ed effettuare in contraddittorio con Arpa. Attraverso questi strumenti sarà possibile prevenire il rischio di infiltrazioni delle criminalità organizzate e contrastare le attività illecite nel settore e, allo stesso tempo, tutelare gli operatori che rispettano le norme e svolgono le proprie attività onestamente”.

“Il tema delle infiltrazioni criminali per la prima volta è entrato nel dibattito politico sulle attività di cava e nell’istruttoria tecnica. Si tratta di un passaggio importante che, anche a fronte del sostegno di tutte le forze politiche e delle parole dell’assessore all’Ambiente Raffaele Cattaneo in aula, evidenzia come i tempi siano maturi e che sono felice di aver contribuito a far crescere la sensibilità verso questo tema e che ciò si traduca in atti concreti”.

 

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