Personaggi/Boffalora sopra Ticino, conosciamo Ilario Grassi, responsabile della Polizia locale

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BOFFALORA SOPRA TICINO –  Cominciamo da oggi a parlare dei nostri comandanti della Polizia locale, dei responsabili di settore, degli agenti che quotidianamente vediamo sulle strade. Tracciando il profilo nascosto che molti non conoscono. Perché dietro la divisa ci sono uomini e donne con le loro inevitabili ambizioni, paure, preoccupazioni. Partiamo, per la Polizia locale, da Ilario Grassi, responsabile d’Area nel comune di Boffalora sopra Ticino:

Ricorda ancora il giorno dell’assunzione, come se fosse il giorno del suo compleanno. Il 30 novembre del 1996. Da quel momento Ilario Grassi è sempre rimasto a Boffalora sopra Ticino, paese dove è nato e cresciuto e del quale conosce ogni angolo. E non potrebbe essere diversamente per uno come lui che lavora nella Polizia locale. “Dopo il servizio militare che ho prestato come ausiliario nell’Arma dei Carabinieri – racconta – mi sono dato da fare e ho partecipato ad una decina di concorsi pubblici. Non ho mai vinto, ma ero riuscito a piazzarmi in buone posizioni e questo mi garantiva un certo punteggio. Finché ho partecipato ad un concorso a Boffalora sopra Ticino un po’ particolare che, all’epoca, racchiudeva svariate posizioni. Autista, vigile urbano e messo, non ricordo bene. Mi piazzai secondo, ma venni assunto perché andai a sostituire il vincitore che rinunciò per altro incarico. Pensate che adesso quella persona che vinse a Boffalora è il comandante della Polizia locale di Firenze. Insomma, una differenza notevole di carriera…”.

Ilario Grassi non è uno che si dà arie. Punta a lavorare duramente. Ad un anno da quel concorso divenne agente della Polizia locale ed è rimasto agente fino al 2010 quando è stato nominato responsabile di servizio e, dal 2016, responsabile d’Area. Un figlio d’arte si potrebbe dire. Visto che il papà svolgeva lo stesso lavoro essendo stato comandante della Polizia locale a Boffalora. “E’ un lavoro che mi piace e mi appassiona – continua – questo perché è interessante ed è molto vario. Ogni giorno devi uscire e affrontare situazioni diverse. La cosa che non mi piace? La burocrazia. Spesso passiamo ore e ore in ufficio a sbrigare pratiche che portano via solo del tempo. Lo faccio sempre presente a chi di dovere e spesso mi accorgo che è così anche nei comandi più grossi. Insomma, noi dovremmo stare di più sulla strada a raccogliere le segnalazioni dei cittadini. Non dentro un ufficio a timbrare carte”. Il lavoro lo prende tantissimo, anche se non disdegna le passioni. “Sono uno sportivo moderato – afferma – pratico il ciclismo, ma senza strafare. Più che altro per combattere il giro vita che cresce. Mi piacciono le auto e le moto. Ho sempre vissuto a Boffalora, fino al giorno del mio matrimonio, quando siamo andati ad abitare a Magenta”.

Il suo è un lavoro importante e delicato allo stesso tempo. Spesso Ilario Grassi si imbatte in situazioni di grande rischio. Un anno e mezzo fa non esitò ad entrare nell’abitazione di una coppia di anziani feriti e minacciati dalla violenza improvvisa della badante che li avrebbe dovuti curare. “Accanto a tantissimi amici – conclude – e a ringraziamenti per quello che facciamo c’è sempre qualcosa che, inevitabilmente, va storto. Persone alle quali hai contestato qualcosa anni fa e che ancora provano rancore nei tuoi confronti. Il nostro lavoro è fatto anche di questi episodi, purtroppo. Noi applichiamo la legge e mi dico sempre che se ho fatto qualcosa che non è piaciuto, alla fine è perché andava fatto”.

 

 

 

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