Pensieri Talebani – La tirannia dell’individualismo moderno NON accetta le identità, di Martino Mora

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    Quando sono venuto al mondo non ho scelto di nascere a Milano, di appartenere al sesso maschile e di essere educato nella  religione cattolica. Non ho scelto i miei genitori e i miei parenti, il colore della mia pelle, la mia lingua madre e la comunità di appartenenza. Per questo il soggettivismo  contemporaneo, nel suo delirio egoico,  detesta tutte le appartenenze, persino quella primaria dell’identità sessuale (o si è maschio o si è femmina): perchè esse non sono frutto di scelta. L’individualismo antropocentrico nella sua fase terminale non può accettare, nel suo delirio di onnipotenza, quello che non può scegliere. Da qui la tendenza al omo- genderismo e al meticcismo proposti ossessivamente dai media: quello che non si può scegliere, perchè naturale e indisponibile alla reversibilità, va scartato. E’ l’ultima tappa, individualista e soggettivista, del luciferino “sarete come dei” . Scelgo io e soltanto io se essere maschio o femmina, di appartenere o meno a un popolo, di far parte o non far parte di una famiglia e di decidere cosa essa sia.

    Ma proprio perchè tutto ciò che è naturale e indisponibile all’arbitrio umano va scartato o perlomeno ridimensionato, così tutte le appartenenze  costitutive, tutte le identità profonde diventano inessenziali, come nella stessa ideologia dei diritti umani. Si è “esseri umani” è basta. Come si è produttori-consumatori e basta per il pensiero economico. Si diventa uomini senza qualità. Quando invece – e questo è il grande paradosso.- è proprio ciò che non scegliamo, bensì ereditiamo,  a rendere  la nostra esistenza autenticamente umana. E quindi la mentalità liberal- libertaria dell liberazione da ogni identità si congiunge con quella egualitaria dell’omologazione e del livellamento delle  stesse. E si finisce nel totalitarismo tirannico, mondialista  e orgiastico dell’indifferenziato.

    La peggiore delle tirannie. La libertà dei nuovi ideologi liberal è la ferrea catena atomistica dell’omologazione obbigatoria, la loro uguaglianza è la lenta agonia  nell’indifferenziato.

    Martino Mora

    Da www.iltalebano.com

     

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