Pensieri Talebani- Draghi al Quirinale, Giorgetti a palazzo Chigi? Di Stefania Bonfiglio

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Ci siamo: le mosse per eleggere il Presidente della Repubblica si stanno materializzando. Da una parte vediamo il segretario del Partito Democratico mettere il veto a Berlusconi, mentre Conte cerca di districarsi dai mal di pancia del Movimento 5 Stelle.

 

Il Centro Destra si muove dichiarando compattezza mentre nella realtà Salvini agisce per conto suo cercando un tavolo di confronto per farsi accettare come autorevole segretario della Lega, e Giorgia Meloni – che da sempre si contraddistingue per correttezza- è pronta realmente a sostenere Silvio Berlusconi come candidato. La partita si complica con Giancarlo Giorgetti che spiana la strada di arrivo di Draghi al Quirinale. Cerchiamo di capire le mosse del vero stratega della Lega: inaspettatamente è lui a bloccare le nuove restrizioni relative al 2GP e obbligo vaccinale di oggi, proprio lui, Giancarlo Giorgetti che di Mario Draghi è “consigliere, amico, sponsor” come scrive oggi la Repubblica. Ma perché Giorgetti si mette di traverso? Non ci è dato saperlo se non ipotizzando un percorso molto astuto di una mente fine come quella del “pirlo” (soprannome che si diede da solo, in riferimento al giocatore di calcio “regista” ossia colui che dettava le geometrie del campo). Noi crediamo che Giancarlo Giorgetti voglia procedere in questo modo: bloccare il governo per obbligare tutti a discutere. E la discussione non è ovviamente solo in merito alla questione Covid, ma alla stessa esistenza del Governo nell’anno a venire.

Nel caos creato aprendo questa finestra, è Giorgetti il garante della figura di Mario Draghi: mettere l’attuale premier nella condizione per cui sia l’unico candidato possibile al Quirinale e di conseguenza divenire lui stesso (Giorgetti), quale garante di unione e accordo con l’UE, il candidato alla Presidenza del Consiglio dopo le elezioni Politiche. D’altronde si sa: nessuno, se non Fratelli d’Italia, ha convenienza ad andare ad elezioni anticipate se si apre una crisi di Governo. Si, questa è la strada che per noi vuole imporre Giorgetti, infatti le politiche (stando ai sondaggi) verranno vinte dal CDX, ma la UE potrebbe permettere un Presidente del Consiglio come Giorgia Meloni o Matteo Salvini? Improbabile e l’arma dello spread è sempre li pronta. Ecco allora la soluzione: Giancarlo Giorgetti Presidente del Consiglio con la garanzia di Draghi al Quirinale, ottimi ministeri per Giorgia Meloni e governo di CDX dopo oltre 10 anni di potere consegnato al PD senza che quest’ultimo vincesse la tornata elettorale. Politicamente parlando converrebbe a tutti, l’unico problema da evidenziare è quale compromesso possano attuare le varie forze politiche del CDX che dovranno fare sintesi tra le istanze conservatrici e sovraniste con le posizioni imposte dalla UE. Cosa forse non così complicata da attuare, dato che con Draghi il nostro bel Paese (vedasi Green Pass) ha superato in pejus le posizioni di Bruxelles.

Stefania Bonfiglio
Capogruppo Fratelli d’Italia Magenta

da www.iltalebano.com

Stefania Bonfiglio
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