PD Magenta contro il PGT Del Gobbo: “Rinascimento dal cemento. NO alla città dormitorio e per pochi proposta dal centrodestra”

L'accusa: "Come PD Magentino denunciamo con forza l'evidente assenza di una visione innovativa per Magenta, solo un "Rinascimento dal cemento" che recupera molti elementi del PGT Del Gobbo di più di dieci anni fa, oggi inevitabilmente superati"

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RICEVIAMO E PUBBLICHIAMO – “Nei prossimi giorni il Consiglio Comunale di Magenta sarà impegnato nella votazione del Documento di Piano dell’Amministrazione Del Gobbo, atto che dovrebbe disegnare lo sviluppo futuro della città.

Come PD Magentino denunciamo con forza l’evidente assenza di una visione innovativa per Magenta, solo un “Rinascimento dal cemento” che recupera molti elementi del PGT Del Gobbo di più di dieci anni fa, oggi inevitabilmente superati, e che prevede la trasformazione di diversi spazi verdi in aree residenziali.

Nuove case sono infatti previste, per esempio, dietro le scuole di Pontevecchio, oltre la Statale vicino a Giardineria, dietro la Fonderia Parola e nell’area Ex Fiera di Via Crivelli. Ma senza servizi e con i costi sempre più alti dell’abitare, Magenta rischia di diventare una città dormitorio riservata ai pochi che possono permettersela.

La mancanza di visione si evince anche dalle destinazioni relative all’Area Ex Saffa, dove non troviamo alcuna scelta che possa portare ad uno sviluppo credibile a beneficio della comunità di Pontenuovo, e alle prescrizioni per l’Area Ex Novaceta.

Su quest’ultima, Del Gobbo riduce da 500 a 100 i posti auto per i pendolari della stazione rispetto al precedente Documento di Piano, immaginando poi con gli oneri di urbanizzazione di poter realizzare un’ampia lista di lavori (su Palazzetto dello Sport, Teatro Lirico, Piazza Kennedy e parte di Via Roma) senza dare alcuna informazione su cosa davvero si intenda fare. Cosa significa, per esempio, riqualificare Piazza Kennedy? Rifare l’asfalto e basta? O rivoltarla completamente? Le risorse necessarie cambiano notevolmente. E riguardo la stazione ferroviaria e le opere collegate al futuro dell’Ex Novaceta, ci sorprende l’assenza di un esplicito riferimento riguardante la necessità di una velostazione.

Di fronte a questo “Rinascimento del cemento” senza servizi, abbiamo deciso di presentare alcune osservazioni affinché vengano ridotte le trasformazioni riguardanti aree verdi e soprattutto siano aumentate le quote di servizi e residenze a carattere sociale per giovani, lavoratori e famiglie. Inoltre, crediamo sia importante che eventuali operatori interessati a costruire residenze e/o servizi realizzino interventi mirati a beneficio dei quartieri interessati.

La vera occasione sprecata per lo sviluppo della città è inoltre l’aver convocato gli “Stati Generali” solo dopo l’approvazione definitiva di questo documento. Significa coinvolgere i cittadini quando tutto è già stato deciso, quasi una presa in giro.

Per concludere, crediamo che una città sia viva solo se è accessibile a tutti. Servono dunque interventi di rigenerazione urbana capaci di costruire servizi di prossimità e nuove opportunità di crescita sociale, economica e culturale”.

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