Passerà da Magenta e Corbetta il nuovo, maxi elettrodotto Italia-Svizzera

    170

     

     

    MAGENTA – Passerà anche da Magenta e dall’est Ticino una delle infrastrutture energetiche più importanti degli ultimi anni: parliamo della nuova interconnessione Italia-Svizzera che realizzerà Terna, la big company nazionale che è proprietaria principale della Rete di Trasmissione Nazionale italiana dell’elettricità in alta e altissima tensione: parliamo di Interconnector (appunto) Italia Svizzera, del quale si discute da tempo e per il quale si è svolto un incontro venerdì 10 agosto.

    “La riunione del 10 è stata un’ulteriore opportunità per Terna per ASCOLTARE LE ESIGENZE E I SUGGERIMENTI PROVENIENTI DAL TERRITORIO in merito al progetto di interconnessione Italia-Svizzera. L’azienda ha confermato che sta studiando SOLUZIONI PROGETTUALI MIGLIORATIVE DAL PUNTO DI VISTA TECNICO E AMBIENTALE e che, una volta completati gli approfondimenti, li condividerà con tutti i soggetti coinvolti anche attraverso momenti di incontro”, comunica la società in una nota.

    L’opera sostituirà l’attuale collegamento a 500 MW quadruplicandone la potenza. Permetterà di aumentare la capacità di interconnessione tra i due paesi e quindi di convogliare l’energia, a minor costo, verso i centri di consumo della Pianura Padana e dell’area di Milano.

    Come si evince dalla mappa descrittiva, l’interconnessione partirà da Milano sviluppandosi verso ovest, passando quindi da Corbetta, Magenta e proseguendo verso nord (passando per Arona) sino alla Svizzera.

    Il progetto. Il collegamento, lungo 180 km per il lato italiano, prevede due tratte con caratteristiche diverse. Per circa il 65% del suo sviluppo, tra le attuali stazioni elettriche di Baggio (Milano) e di Pallanzeno (Domodossola), la linea riutilizza il tracciato di un elettrodotto esistente. Questo grazie alla tecnologia Hvdc (collegamento ad altissima tensione in corrente continua) e alla conseguente riduzione delle fasce di rispetto. Da Pallanzeno a Passo S. Giacomo – confine svizzero – la tecnologia sarà invece Hvac (collegamento ad altissima tensione in corrente alternata) e il progetto si integra con quello della razionalizzazione delle linee della Val Formazza. Quindi, per sfruttare la potenzialità della linea Hvdc a 2000 MW si utilizzeranno sia linee a 220 kV esistenti e razionalizzate, sia una nuova linea a 380 kV. Le stazioni di conversione saranno entrambe in territorio italiano (una in prossimità di quella esistente di Baggio, nel comune di Settimo Milanese e l’altra in prossimità della stazione di Pallanzeno).

    Le tappe. A febbraio del 2017 Terna ha incontrato i cittadini della Val Formazza e della Val d’Ossola per illustrare le caratteristiche del progetto di interconnessione con la Svizzera e presentare le diverse alternative di realizzazione e di razionalizzazione della rete locale. Dopo aver raccolto le istanze dei territori interessati, Terna ha presentato al ministero dell’Ambiente ulteriori approfondimenti allo studio di impatto ambientale precedentemente depositato. Consapevole delle perplessità che il progetto ancora genera sui territori interessati, Terna a luglio 2018 ha deciso di studiare ulteriori soluzioni progettuali migliorative dal punto di vista tecnico e ambientale. Completati gli approfondimenti, li condividerà con tutti i soggetti coinvolti organizzando momenti di incontro con il territorio.

     

    Articolo precedenteRaccolta fondi per riportare a casa il vigevanese Alessio Tosetto
    Articolo successivoA San Rocco il ‘battesimo’ del Comitato Agricolo Magentino