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Parco Ticino, l’appello del presidente: ‘Più attenzione e senso civico nell’utilizzo di riserve e aree verdi’

Parla Cristina Chiappa: 'I nostri Guardiaparco, 14 in totale, fanno quello che possono: serve lo sforzo di tutti"

 

MAGENTA – “Nei mesi post lockdown migliaia di persone si sono riversate, e giustamente, in aree verdi e riserve come la Fagiana e i boschi tutti attorno al Ticino e interni al Parco. Se da un lato la cosa ci fa senza dubbio piacere, dall’altro abbiamo purtroppo assistito a un incremento del deprecabile fenomeno dei rifiuti lasciati ovunque, di auto parcheggiate in divieto e all’interno di aree agricole private, di situazioni di autentico caos. Certo, abbiamo anche letto dei fenomeni di scambismo… Ma deve essere chiaro che il Parco, e segnatamente il corpo di vigilanza e i Guardia Parco, fanno il possibile ed anche di più. Ma abbiamo degli evidenti limiti strutturali”.

E’ una sorta di appello quello lanciato da Cristina Chiappa, presidente del Parco, nel mezzo di un agosto durante il quale molte persone si stanno recando (e si recheranno) alla Fagiana, a Castelletto, ad Abbiategrasso, a Tornavento e in tutti gli angoli spesso di autentico paradiso naturale ricompresi entro i confini gestiti dall’Ente.

Ma è una bellezza da conservare e trattare con attenzione: invece, come il Parco sta constatando, i fenomeni di malcostume sono molti, anzi troppi.

“Il corpo di vigilanza è composto da 14 persone, a cui vanno aggiunti i volontari, che ovviamente hanno ruoli e funzioni limitati. E’ ovvio che da soli, pur essendo dotati di videocamere e di tutti gli strumenti  necessari, non possono arrivare ovunque. Inoltre, sebbene il nostro tentativo sia quello di evitare comportamenti errati e NON di emettere sanzioni, ci sono casi nei quali le multe sono inevitabili. Ed è successo che ci arrivino mail di persone che chiedono di non pagare a causa della crisi da lockdown.. Insomma, la situazione è complessa: chi va nel Parco dovrebbe sapere che i rifiuti prodotti vanno portati a casa, e non lasciati nei prati o nei campi. Anche perché poi i costi di recupero sono a carico dei Comuni, anch’essi in evidente difficoltà.. Insomma, il mio è un appello accorato: il Parco del Ticino appartiene a tutti, quindi ciascuno è tenuto a preservarlo mediante i comportamenti individuali”.

Magari evitando di gettare rifiuti qua e là, parcheggiare in proprietà private, deturpare e compromettere l’ambiente.. Per gli scambisti, magari basterà il calo delle temperature…

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Redazione

Redazione Ticino Notizie

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