Parco del Ticino, si chiude l’era Beltrami. Dopo l’estate nuovo Consiglio, la palla è in mano alla Lega

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    MAGENTA – Non ha nulla a che fare con le polemiche del giugno 2018, quando Gianni Beltrami e tre consiglieri diedero le dimissioni al cospetto dell’assemblea dei sindaci.

    Oggi il Parco del Ticino è senza presidente perchè il 26 maggio scorso Beltrami è stato nominato sindaco di Besate, al pari di un altro ex consigliere come Fabrizio Fracassi, oggi primo cittadino di Pavia, pertanto la legge sancisce l’incompatibilità tra le due cariche.

    Salvo improbabili sorprese, quindi, i nuovi vertici del Parco saranno eletti dopo l’estate. Il 23 novembre 2018 era entrato in carica l’attuale consiglio di gestione di villa Castiglioni, composto come detto da Fabrizio Fracassi e Gioia Gibelli, consiglieri che erano uscenti, assieme neo eletti  Cristina Chiappa, 42 anni , responsabile Marketing di un’azienda,  nominata da Regione Lombardia, e Fabio Signorelli, 50 anni, Assessore del Comune di Linarolo, geometra, libero professionista.

    Coi Comuni di Pavia, Magenta, Abbiategrasso e Gallarate saldamente in mano al cdx e Lega i giochi sono sostanzialmente già fatti. Il prossimo presidente del Parco del Ticino sarà per la prima volta nella storia un esponente della Lega, a meno di clamorosi colpi di scena. Di candidature, per ora, sembrano non essercene. Gli altri posti del Consiglio, in totale 4 più la presidenza, saranno appannaggio di Lega, Pd, Forza Italia e forse FDI, anche se per equilibrare i rapporti tra maggioranza e opposizione potrebbero non esserci posti per tutti.

    La Regione Lombardia ha modificato radicalmente, in questi anni, le leggi e la gestione stessa dei parchi, ma pur col passare degli anni il Parco Ticino, primo e più grande parco fluviale d’Italia ed Europa, resta una realtà strategica per l’asse Varese-Milano-Pavia, e ovviamente per il nostro territorio dell’est Ticino, dove nacque nel lontano 1974.

    Pallino in mano al Carroccio, dunque, che ha i numeri per esprimere un candidato alla Presidenza ma che ha tutti o quasi i suoi principali esponenti impegnati su altri fronti istituzionali, da Roma a Milano passando per Comuni e città.

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