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Parco Agricolo Sud, Silvia Scurati (Lega): “Si a nuova formula di governo ma più attenta a esigenze territorio e istanze dei Comuni”

Semaforo verde per la mozione presentata dal Consigliere regionale di FDI Lucente

MILANO/BAREGGIO – “Il Parco Agricolo Sud è ormai superato nella formula di governo dell’ente e si deve presentare con modelli di governance più vicini alle esigenze dei Comuni, delle associazioni e della realtà agricole e produttive.”

Così Silvia Scurati consigliere regionale della Lega ha motivato l’assenso, in occasione della seduta odierna del Consiglio Regionale della Lombardia, alla mozione presentata dal consigliere di Fratelli d’Italia Lucente.

“Negli ultimi anni casi si è assistito a una pianificazione dal basso che ha coinvolto associazioni e amministratori avveduti: “pezzi di Parco” a ridosso dell’urbanizzato sono stati realizzati o messi in progetto, come il Parco del Ticinello, Bosco in città, Parco delle Cave, della Vettabbia, Progetti dove convivono agricoltura e fruizione, destinati a durare perché, in genere, si è stati attenti a prevedere una gestione oculata, spesso effettuata dagli agricoltori”, prosegue Scurati nel suo intervento. “Al contrario l’Ente ha dimostrato tutti i suoi limiti non opponendosi contro i grandi progetti di urbanizzazione ma ancora più colpevole è stata la trascuratezza dell’Ente Parco sul lato della progettualità. La legge istitutiva, infatti, prevedeva piani settoriali, ma la maggior parte di questi sono rimasti lettera morta, come il piano della fruizione: un Parco che non si offre ai cittadini rimane sulla carta, misconosciuto anche a coloro che vi abitano”, sottolinea Scurati.

“Il parco svolge ancora il ruolo di risorsa agricola e culturale, oltre che per l’attività agrituristica e venatoria: anche con la riforma avviata nel 2016 i parchi devono entrare a fare parte di un sistema integrato e per questo non condividiamo l’ipotesi scellerata avanzate dalla città metropolitana di Sala di trasformare vasti ambiti del Parco Agricolo Sud Milano da Parco Agricolo in Parco Naturale che porterebbe con sé inevitabilmente la penalizzazione di tante attività agricole, agrituristiche e venatorie già presenti” conclude Scurati.

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Redazione Ticino Notizie

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