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Parco Agricolo Sud, Silvia Scurati (Lega): “Gestione deve essere più attenta a esigenze territorio e istanze dei Comuni”

Oggi il convegno al Pirellone

MILANO – “Alla luce anche delle ultime proposte di modifica, il Parco Agricolo Sud appare dopo molti anni superato nella formula di governo dell’ente e si deve presentare con modelli di governance più vicini alle esigenze dei Comuni, delle associazioni e della realtà agricole, venatorie e produttive. Non si può sottrarre all’agricoltura quasi 9 mila ettari di territorio  al Parco Sud Milano.” Così Silvia Scurati, consigliere regionale della Lega, nel suo intervento di questa mattina in occasione del convegno Parco Agricolo Sud, Quale Futuro? Presso la Sala Gonfalone del Pirellone.

Il Parco Agricolo Sud Milano è una risorsa fondamentale della Lombardia, coi suoi 47.045 ettari che ne fanno il parco agricolo più grande d’Europa e oltre 1000 aziende agricole  attive nel Parco, che si estende su 61 dei 134 comuni della Città metropolitana”, prosegue Scurati. “Spiace che nel confronto odierno a cui ha partecipato anche l’Assessore lombardo all’Agricoltura Fabio Rolfi non siano stati presenti i vertici del Parco Agricolo Sud, che hanno di fatto declinato l’invito ad una discussione e a un confronto che reputo positivi. Al contrario l’Ente ha dimostrato tutti i suoi limiti non opponendosi contro i grandi progetti di urbanizzazione ma ancora più colpevole è stata la trascuratezza dell’Ente Parco sul lato della progettualità. La legge istitutiva, infatti, prevedeva piani settoriali, ma la maggior parte di questi sono rimasti lettera morta, come il piano della fruizione: un Parco che non si offre ai cittadini rimane sulla carta, misconosciuto anche a coloro che vi abitano. Ecco perché anche oggi ho manifestato il mio dissenso verso nuove aree naturali senza garanzie per la salvaguardia dell’attività delle nostre imprese e per il controllo delle specie animali che rappresentano un rischio per tutti. Ho altresì notato che tutti gli intervenuti, da Coldiretti fino a ConfAgricoltura e Federcaccia, così come molti agricoltori presenti e perfino sindaci, hanno espresso ciascuno per le proprie competenza profonda contrarietà al progetto che sta portando avanti la direzione del Parco Agricolo Sud Milano ” Scurati ha concluso confermando il proprio impegno sui temi della sostenibilità ambientale e della salvaguardia del territorio. “Le nostre aziende devono essere messe in grado di affrontare le sfide del mercato senza ritardi e con libertà imprenditoriale, continuando a garantire produzioni di eccellenza e di qualità La difesa del territorio non passa attraverso nuove aree naturali calate dall’alto inserite laddove operano realtà agricole importanti, anche perchè nel Parco ci sono già numerose zone di pregio ambientale, senza complicare ulteriormente la vita di chi, con sacrificio e passione, coltiva e mantiene i campi del Parco Sud”.

Sulla stessa lunghezza d’onda anche Fabio Rolfi, Assessore all’Agricoltura e ai Sistemi Verdi di Regione Lombardia che ha ribadito come “il parco agricolo non è un giardino urbano: la previsione di area a vocazione naturalistica è legittima, ma deve avvenire senza interferire con l’attività agricola” ricordando inoltre come il parco attualmente abbia una gestione speciale incentrata in maniera pesante sul ruolo della Città metropolitana anche in termini economici. “Ben venga la richiesta di maggior protagonismo da parte degli enti locali situati all’interno del parco, che prevederà anche un diverso impegno finanziario.”

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