Parabiago: la scuola primaria di San Lorenzo porterà il nome di Felice Musazzi

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    SAN LORENZO DI PARABIAGO – Sarà una cerimonia molto sentita quella che darà il nome di Felice Musazzi alla scuola primaria di San Lorenzo il 12 giugno prossimo alle ore 11:00. Il Consiglio d’Istituto e l’Amministrazione Comunale, alla presenza degli eredi Musazzi, intitoleranno, infatti, ufficialmente l’edificio a uno dei personaggi e artisti più conosciuti del teatro dialettale milanese in occasione del centenario dalla nascita.

    felice musazzi

    Felice Musazzi nacque, infatti, a Parabiago il 10 gennaio 1921 nella frazione di San Lorenzo. Da sempre manifestò una spiccata tendenza alla recitazione, tanto che, finita la guerra e dopo gli anni di prigionia in Russia, fonda, assieme a Tony Barlocco e Renato Lombardi, la compagnia teatrale dialettale I Legnanesi. L’inizio della compagnia è curioso perché, come spesso accade, tutto prende vita presso un oratorio: Legnarello, una frazione della Città di Legnano e, poiché era prevista nella recitazione delle commedie il ruolo anche di donne, ma era vietata la partecipazione di attrici, i tre interpreti uomini dovettero necessariamente travestirsi. L’originalità e la capacità di far sorridere attraverso il racconto della quotidianità di allora, portarono la compagnia al grande successo che oggi conosciamo grazie a Felice Musazzi, attore nelle vesti della Teresa, ma anche commediografo e regista teatrale.


    “Il tema del dialetto, della quotidianità di allora, del fatto che le donne nel dopo guerra non potevano recitare nelle commedie teatrali -dichiara il Sindaco Raffaele Cucchi- sono curiosità che fanno parte della nostra storia e che vorremmo consegnare alle nuove generazioni per suscitare domande sull’identità di un territorio che ha vissuto nei cortili e nei campi. Una scuola intitolata a Felice Musazzi, infatti, ricorda il personaggio e apre domande sui nostri nonni e bis-nonni, su come vivevano e sulle tradizioni che avevano… la toponomastica, in fondo, è un’occasione per creare conoscenza e alimentare la cultura.”.

    CUCCHI
    Durante la cerimonia di intitolazione le classi quinte si cimenteranno in canti popolari del tempo, accompagnati dal suono della chitarra e coordinati dai propri insegnanti, un lavoro che ha richiesto un impegno non indifferente per alcune parole dialettali.

    “Fa molto piacere poter dare a un plesso così dinamico, collaborativo e festoso un riferimento come Felice Musazzi -racconta la Dirigente Scolastica Monica Fugaro– personaggio di simpatia e gioia in un momento, tra l’altro, in cui tutti avremmo bisogno di sorridere e sdrammatizzare. Inoltre, la frazione di San Lorenzo ben si presta ancora, seppur inserita in un contesto multiculturale, alla dimensione locale e il papà dei Legnanesi nasce proprio qui. La toponomastica serve proprio per ricordare e mantenere viva la cultura di un tempo. Ringrazio il corpo docente per l’entusiasmo che hanno messo nel realizzare questo momento celebrativo coinvolgendo i ragazzi delle quinte.”.

    Il taglio del nastro e la presenza delle autorità del territorio daranno alla giornata una valenza di festa e di ripresa nonostante le misure di distanziamento che si dovranno tenere.

    Il Comitato per il Centenario di Felice Musazzi (1921-2021) si unisce agli apprezzamenti per questa iniziativa: “Per la famiglia Musazzi e per il Comitato è motivo di orgoglio sapere che la città natale di Felice Musazzi ha deciso di ricordarlo nel centenario della sua nascita. Legare il suo nome a una scuola ci sembra il modo migliore per far germogliare nei giovani alunni la curiosità di riscoprire la cultura e il ricordo di un passato che non devono andare perduti.”.

    “La Città di Parabiago è davvero ricca di personaggi, storia e cultura -afferma con entusiasmo l’Assessore alla Cultura Barbara Benedettelli- Poter lasciare un segno, un simbolo e anche una testimonianza di chi ha saputo, se vogliamo anche umilmente, dare lustro a questa comunità, è per la nostra Amministrazione un piacere, innanzitutto, ma anche un compito doveroso per mantenere viva l’identità del territorio.”.

     

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