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Ossona: “Assediati dai rom dovremo cambiare casa”

OSSONA – “Stiamo vivendo letteralmente un inferno. A questo punto ho detto a mio marito di portare altrove i bambini e intanto di cercarci un’altra abitazione”. Ha la voce rotta della rabbia, Assunta Dell’Anno di professione infermiera, presso un centro medico di Magenta e madre di tre figli rispettivamente di 11, 10 e 3 anni.

“L’altro giorno ho fatto presente ancora la situazione invivibile al Sindaco Marino Venegoni. Deve prendere dei provvedimenti non si può più andare avanti così. Gli ho anche detto che davanti al solito ‘vedremo’ mi sarei rivolta alla stampa…”.

Ed eccoci qui. Ma veniamo ai fatti. Siamo in via Baracca al civico 97 all’incrocio con la via XXIV Maggio. Qui accanto alla villetta della signora Dell’Anno, c’è una palazzina dove da un anno e mezzo a questa parte abita una famiglia di etnia rom. Più volte, secondo il racconto della signora Dell’Anno, sarebbero arrivati i Carabinieri.

“L’altro giorno hanno menato una mia parente – denuncia la Dell’Anno – mi hanno minacciata e mi hanno detto di guardarmi le spalle. Adesso ho paura. Non è possibile vivere segregati nella propria  abitazione”.

La famiglia rom sarebbe composta da una 35enne, dal compagno e dai figli della donna di 6 e 4 anni e mezzo. “Così non si può più andare avanti- ripete la donna disperata – I due bambini entrano nel nostro cortile di continuo. Succede di tutto, ho persino trovato dei soldi falsi per terra. Da qualche giorno io e mio marito ci siamo chiesti perché non ci venisse più recapitata la posta…ce l’avevano fatta sparire”. Ma la testimonianza della Dell’Anno va ben oltre: “Hanno tentato di bruciare la legna che teniamo in cortile. Si sentono schiamazzi ed urla sia di giorno che di notte. C’è un andirivieni sospetto di persone in quella palazzina dove chi può è andato a vivere altrove”.

A confermare la gravità della situazione anche Sergio Garavaglia (nella foto), già sindaco di Ossona e oggi consigliere di minoranza con la lista civica “SiAmo Ossona”.  “Non posso che confermare questo stato di cose.  E’ una storia di degrado davvero molto preoccupante. Servirebbe da parte del Sindaco maggiore fermezza. Il primo cittadino può fare delle ordinanze a tal proposito è  il primo responsabile della sicurezza pubblica in un paese. Ma finora – denuncia Garavaglia – ho notato un atteggiamento molto soft e questo non va certo bene”.

La questione  assai delicata è stata portata già da tempo anche all’attenzione degli assistenti sociali. Ma l’unica cosa che si è riusciti ad accertare, tra l’altro recentemente, secondo il racconto della Dell’Anno, è l’identità dei bambini originari della Serbia.

“Io sono di origine campana e conosco bene qua1584224-garavaglianto accade ai Quartieri Spagnoli di Napoli ma neanche lì ho visto scene come queste…”. “Ho paura per la mia figlia maggiore (la ragazzina ha solo 11 anni) – chiosa la signora Assunta – hanno iniziato a fare apprezzamenti pesanti su di lei. Speriamo che non le accada nulla di brutto e di potercene andare in fretta. Per ora, comunque,  i bambini staranno altrove”.

F.V.

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