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Opera, alta cucina anche in carcere con Fondazione Per Leggere

OPERA – Non è impossibile apprendere i segreti della buona cucina neppure se si è detenuti in un carcere. E la sfida di organizzare un incontro conviviale, sotto l’egida di una giornalista e blogger gastronomica, è stata pienamente vinta.
Succede nel carcere di Opera, dove settimana scorsa- per la prima volta- i detenuti hanno potuto apprendere tecniche e segreti “per una grande cucina anche in condizioni di ristrettezza”. Insegnante per un giorno è stata Marilena Bergamaschi (nella foto)MarilenaImage 15565, giornalista milanese esperta di gastronomia che ha tenuto la sua lezione-conversazione all’interno della biblioteca carceraria. L’incontro fa parte del programma avviato- nel dicembre 2013- dalla casa di reclusione di Opera insieme alla Fondazione Per Leggere del sistema bibliotecario del Sud Ovest Milano e all’associazione Mario Cuminetti, che si occupa di volontariato tra i detenuti. Un progetto che ha collegato, per la prima volta in Italia, una biblioteca carceraria ad un sistema bibliotecario territoriale, permettendo scambi e prestiti di volumi altrimenti irreperibili per i detenuti.
Marilena Bergamaschi ha condiviso aneddoti e ricette, arricchiti da brillanti suggerimenti per riuscire a mettere sempre qualcosa di dignitoso nel proprio piatto, traendoli dall’esperienza di intere generazioni di persone costrette a vivere in situazioni avverse. Uno stimolo per la vena creativa, in grado di arricchire la tavola senza la necessità di ingredienti complicati o difficili da trovare. Anche uno scatoletta di tonno, del resto, può trasformarsi in un ingrediente da ‘gourmet’.
L’incontro ha avuto un grande successo: 50 presenti, cui bisogna aggiungere alcuni dei volontari e tutti gli educatori. Un ottimo inizio, dunque, per le attività culturali coordinate da Fondazione Per Leggere. L’interazione è stata altissima e i detenuti hanno partecipato con domande, testimonianze, letture a voce alta. Perfetto anche l’allestimento delle vetrine bibliografiche in loco, che ha permesso ai detenuti di prendere subito in prestito un libro e portarlo in cella alla chiusura dell’evento, oltre al fatto di potersi iscrivere e prendere informazioni sui servizi della biblioteca. Le attività culturali all’interno della biblioteca carceraria continueranno anche nei prossimi mesi, sempre sotto l’egida di Fondazione Per Leggere.
IL COMMENTO DEL PRESIDENTE CESARE NAI
“Dopo aver vinto la sfida di aprire la prima biblioteca carceraria italiana inserita in un sistema territoriale”, dichiara Cesare Nai, presidente di Fondazione Per Leggere, “stiamo arricchendo di contenuti innovativi anche le attività collaterali e culturali collegate alla struttura. Devo ringraziare, per la professionalità e la passione dimostrate, la dottoressa Valentina Bondesan- responsabile del progetto per conto della nostra Fondazione- e l’associazione Cuminetti, che stanno dando vita ad un modello che presto potrà essere replicato in molti altri istituti carcerari. La cultura, e la lettura in particolare, sono d’altro canto elementi determinanti per il pieno reinserimento sociale dei detenuti. E noi siamo orgogliosi di aver realizzato, nella provincia di Milano, qualcosa di unico e senza precedenti in tutta Italia”, conclude Nai.

(FONTE: COMUNICATO STAMPA)

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