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Nuova missione di Blinken in Medio Oriente tra i timori di un’escalation

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ROMA (ITALPRESS) – Il capo della diplomazia degli Stati Uniti, Antony Blinken, torna oggi in Medio Oriente per proseguire l’intensa attività diplomatica dell’amministrazione Biden sul conflitto che va avanti da tre mesi tra Israele e Hamas, mentre crescono i timori per un’estensione regionale della crisi. Il tour di una settimana del segretario di Stato Usa, il quarto nella regione dopo gli attacchi di Hamas del 7 ottobre nel sud di Israele, includerà visite in Israele e Cisgiordania, nei paesi del Golfo e in Egitto. Farà tappa anche in Turchia e in Grecia. Blinken ripeterà i suoi appelli per portare un maggior numero di aiuti umanitari a Gaza. Tenterà inoltre di ottenere progressi sulla delicata questione di come la Striscia di Gaza possa essere gestita dopo la guerra. A spiegarlo ai giornalisti è stato il portavoce del Dipartimento di Stato, Matthew Miller.
Blinken viaggia con le preoccupazioni per l’escalation regionale sotto i riflettori. Dopo che martedì scorso un raid ha ucciso il vice capo dell’ufficio politico di Hamas, Saleh Al-Arouri, nella capitale libanese Beirut. Il leader di Hezbollah sostenuto dall’Iran, impegnato in scontri a fuoco con Israele dal Libano meridionale, ha detto che la sua milizia sciita “non può stare in silenzio”. Giovedì l’esercito Usa ha effettuato un attacco di ritorsione a Baghdad uccidendo il leader di una milizia sostenuta dall’Iran, accusata dei recenti attacchi contro il personale americano. Il conflitto si è inoltre insinuato anche nelle rotte marittime vitali del Mar Rosso. Gli Houthi, che controllano gran parte dello Yemen, hanno lanciato droni e missili contro più di 20 navi dal 19 novembre. “Non è nell’interesse di nessuno, né di Israele, né della regione, né del mondo, che questo conflitto si estenda oltre Gaza”, ha detto Miller, aggiungendo che Blinken discuterà i passi che le parti possono intraprendere per evitare un’escalation.
Come nei viaggi precedenti, Blinken cercherà di avviare discussioni su come sarà gestita Gaza se e quando Israele raggiungerà il suo obiettivo di sradicare Hamas, che governa la Striscia dal 2007. “Discuteremo della necessità di una governance combinata che unisca la Cisgiordania e Gaza sotto la leadership palestinese, ma i dettagli li terrò per conversazioni diplomatiche private”, ha detto Miller. I vicini arabi di Israele hanno reagito, insistendo sul fatto che garantire un cessate il fuoco dovrebbe essere la priorità. Washington questa settimana ha criticato due ministri israeliani per aver sostenuto il reinsediamento dei palestinesi fuori Gaza, affermando che Israele aveva assicurato ai funzionari statunitensi che le dichiarazioni non riflettono la politica del governo. Miller ha ammesso che sono grandi le sfide che Blinken deve affrontare. “Non ci aspettiamo che ogni conversazione durante questo viaggio sia facile”, ha detto.

– Foto: Agenzia Fotogramma –

(ITALPRESS).

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