Nuoto, parla Super Cannibale Barlaam dopo i 6 ori mondiali: ‘Dedico queste vittorie.. a me’

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Simone Barlaam Oro nei 50 m Stile Libero (credit BIZZI/FINP)

 

Funchal (Portogallo) – Sei titoli mondiali e altrettante medaglie d’oro. Quattro record mondiali. E due record europei. Sono i numeri da capogiro di Simone Barlaam ai campionati del mondo di nuoto paralimpico di Madeira 2022, appena conclusi. Numeri che riassumono le vittorie, ma non dicono tutto. Non raccontano il valore e le emozioni dietro a ognuna delle gare vinte dal campione azzurro, in forza alle Fiamme Oro e alla Polha Varese.

Barlaam ha partecipato a sei gare e le ha vinte tutte e sei. È campione del mondo nei 100 farfalla, classe S9. Nei 400 stile libero, S9. Nei 100 stile libero S9. Nei 100 dorso S9. Nei 50 stile libero, la sua gara regina dove ha vinto l’oro a Tokyo. E in ultimo ma non ultimo è stato determinante nella conquista dell’oro e del record del mondo nella staffetta 4×100 mista, con una rimonta entusiasmante, ultima gara in calendario ai mondiali che ha consacrato – per la seconda volta dopo Londra 2019 – gli azzurri sul podio più alto del medagliere, davanti a Stati Uniti e Brasile.

Sempre per restare sui numeri, Simone Barlaam ha ritoccato i record del mondo nei 100 stile libero (52.23, primo della storia a scendere sotto i 53 secondi nella classe S9), quello dei 100 dorso (59.72, primo atleta della sua categoria a scendere sotto il minuto), 50 stile (24 secondi netti) e nella staffetta 4×100 stile libero punti 34 (4:02.53). Il campione milanese di Cassinetta di Lugagnano ha fatto segnare anche il record europeo nei 400 stile libero (4:10.78) e nei 100 metri farfalla (58.29). Vero protagonista dei mondiali portoghesi è imbattuto in tutte le gare che ha disputato ai Mondiali, da Londra 2019 a Madeira 2022, con un bottino di 11 ori, solo in queste due competizioni. A cui si aggiungono le quattro medaglie dei Giochi Paralimpici di Tokyo (1 oro, 2 argenti e 1 bronzo) con un palmarés internazionale che ha raggiunto le 31 medaglie – di cui 22 d’oro – tra Paralimpiadi, Mondiali ed Europei. Un atleta che a soli 22 anni si è già consacrato nell’Olimpo tra i grandi dello sport mondiale.

Il giorno dopo mentre passeggia per le vie di Madeira con i compagni della nazionale, passate le tensioni delle gare, commenta così i risultati: “È andata benissimo, oltre le mie aspettative. Tutto è andato perfettamente. Volevo prendermi un po’ di rivincite con me con il passato. Non pensavo di far così bene e di andare così veloce. Perché un conto è vincere le medaglie e un conto è andare così veloce. C’erano alcune assenze quest’anno tra gli atleti, i russi, alcuni ucraini, ma i record sono quelli e raccontano che sono andato davvero veloce. Sono ancora incredulo finora di quello che ho fatto”.

Tra tante vittorie qual è quella che ti ha dato più soddisfazione?
“Quella più sudata è stata quella dei 400 stile, dove non ho neanche esultato da quanto ero stanco dopo la gara. Ma quelle che mi hanno dato più soddisfazione sono stati forse i 100 delfino e i 100 stile libero, per motivi diversi, la prima perché ho battuto il campione paralimpico, l’australiano Martin, che aveva vinto a Tokyo, la seconda per come l’ho vinta, con tanto distacco, facendo scendere il cronometro a 52 secondi e 23 centesimi. Difficile scegliere”.

C’è un segreto per questi successi ritrovati, dopo un anno olimpico difficile nel quale hai raccolto meno forse di quanto ci si aspettava dopo i 5 ori di Londra 2019?
“La condizione fisica è buona, ma sono entrato in un mood positivo dopo il primo successo nei 100 farfalla e questo mi ha portato a far bene in ogni gara. I cambiamenti di quest’anno, gli allenamenti con la squadra FIN e tutta una serie di cose nuove che sono successe, mi hanno fatto rinascere come atleta. Ho ritrovato il piacere di stare in acqua, di divertirmi ed è lì che do il meglio di me, come in questi casi”.

A chi dedichi queste vittorie mondiali?
“Le vittorie le dedico a me stesso, e me le sono guadagnate dopo i tanti problemi dell’anno scorso. Ci sono tutti quelli che mi hanno aiutato a raggiungerle che ringrazio ovviamente. Ma sono mie queste vittorie”.

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