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Nulla dies sine linea: la ricerca di Roma sulla scrittura

La rubrica di Irene Bertoglio, il Corsivo Encefalogramma dell'Anima

Plinio il Vecchio ci racconta che non c’era giorno in cui il pittore Apelle non tratteggiasse qualche linea con il suo pennello, nulla dies sine linea. A partire dal 2014, Nulla dies sine linea è diventata anche la denominazione di una linea di ricerca promossa dal Laboratorio di Pedagogia Sperimentale (LPS) dell’Università Roma Tre, fondato dal prof. Benedetto Vertecchi e oggi diretto dalla prof. Cinzia Angelini.

Guidati dalla saggezza degli antichi, avete avuto un’intuizione, al tempo stesso semplice e geniale; quale?

Abbiamo inteso proporre a bambini della scuola primaria di potenziare lo sviluppo delle proprie capacità di scrittura attraverso l’esercizio quotidiano. La proposta ha subito trovato accoglienza da parte dell’IC Mar dei Caraibi di Ostia (Roma), con cui si è instaurata una piacevole e fruttuosa collaborazione in virtù della quale il progetto si ripete ogni anno.

In che cosa consiste Nulla dies sine linea?

Nel dedicare 15 minuti al giorno alla produzione di brevi elaborati, rigorosamente scritti a mano, per un periodo di tempo predefinito, di solito della durata di due o tre mesi. Questa l’organizzazione generale e costante. A variare, di edizione in edizione, sono la tipologia di stimolo e il grado di scolarità degli allievi. Nel caso degli stimoli, ne sono stati prodotti molteplici: da semplici stimoli descrittivi (p. es. Descrivi la tua classe) a stimoli che sollecitano la capacità di fare inferenze (p. es. Sento suonare una sirena…), a stimoli che richiedono di inventare una breve storia a partire da un oggetto di uso quotidiano o da un piccolo frammento di un’immagine più grande, ad esempio un quadro. Ad essere coinvolte sono classi diverse, in base alla difficoltà del compito.

 

Quali i miglioramenti riscontrati?

Sono molteplici e coprono più aspetti: la scrittura, in generale, risente positivamente dell’esercizio. Bambini abituati ad utilizzare lo stampato lo abbandonano spontaneamente per il corsivo; del resto, come suggerisce la parola, si scrive in corsivo per «correre», e si corre quando le cose da dire aumentano, ma il tempo è sempre lo stesso, 15 minuti. Perché questo è uno dei primi risultati che si notano se si esaminano i testi per tracciarne le linee di sviluppo: all’aumentare della disinvoltura con cui si utilizza lo strumento scrittorio, si affinano le capacità di pensiero. Pertanto le grafie diventano più fluide, rapide, legate, i contenuti si arricchiscono di particolari e il linguaggio si fa via via più specifico e pertinente. Gli allievi più deboli acquisiscono sicurezza, quelli più brillanti sviluppano uno stile personale fatto anche di giochi di parole e disegni. E tutte e tutti, dal banco e dalla cattedra, a ogni inizio di anno scolastico continuano a chiedere a gran voce nulla dies sine linea.

Progetti futuri?

L’edizione del 2019 è partita all’inizio di ottobre e coinvolge due classi di Prima e due di Terza Primaria. Con le terze si concluderà a dicembre, mentre con le Prime si lavorerà sul pregrafismo nel mese di gennaio 2020. La vera particolarità di questa edizione, rispetto alle precedenti, è l’introduzione di strumenti scrittori ergonomici. All’iniziativa abbiamo dato il nome di “La grammatica del segno” perché, proprio come nello studio della grammatica, i bambini procederanno nell’apprendimento della scrittura attraverso esercizi la cui complessità aumenta progressivamente.

Cinzia Angelini è professore associato di Pedagogia sperimentale presso l’Università Roma 3. Svolge ricerche nel campo della capacità di scrittura, della comprensione della lettura, degli stili di apprendimento. È autrice di monografie e di contributi in riviste e volumi collettanei, tra cui Apprendere ed apprendere e capacità di comprensione della lettura (2010), Pensiero e scrittura. Una relazione circolare (2016). L’apprendimento degli adulti nelle mostre temporanee. Un’indagine internazionale (2017), I bambini tra scrittura manuale e scrittura digitale: due filosofie della comunicazione (2018), Imparare a scrivere a mano (2018).

Irene Bertoglio è scrittrice, grafologa, rieducatrice della scrittura e perito grafico-giudiziario. Per anni ha gestito una struttura nell’ambito formativo ed educativo. Ha tenuto e tiene numerosi corsi di aggiornamento e innovativi progetti sperimentali nelle Scuole dell’Infanzia, Primaria e Secondaria, soprattutto di prevenzione della disgrafia e di orientamento scolastico e professionale. È autrice di diversi libri, tra cui, con lo psicoterapeuta Giuseppe Rescaldina: “Il corsivo encefalogramma dell’anima” (Ed. “La Memoria del Mondo”). È direttrice dell’Accademia di Scienze Psicografologiche con sede nel centro di Magenta, che organizza corsi e incontri di psicologia, grafologia, calligrafia e non solo (www.psicografologia.wordpress.com). L’autrice è contattabile all’indirizzo psicologiadellascrittura@gmail.com.

 

Redazione

Redazione Ticino Notizie

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