Novara: 17 ore al giorno per 2 euro l’ora, in manette tre persone

167

NOVARA Fino a diciassette ore al giorno di lavoro, pagate meno di due euro l’ora, senza i piu’ elementari dispositivi di protezione individuale.

 

E poi la notte un giaciglio di fortuna, spesso letti matrimoniali, in appartamenti degradati e sovraffollati, privi di qualsiasi cautela sanitaria e di sicurezza. Un brutta storia di sfruttamento ai limiti della schiavitu’ quella portata alla luce da una inchiesta diretta dalla Procura della Repubblica di Novara e condotto dagli uomini e dalle donne della Polizia di Stato, che martedì mattina all’alba hanno eseguito tre ordinanze cautelari emesse dal Giudice per le Indagini Preliminari presso il Tribunale di Novara, nei confronti di due cittadini pakistani di 32 e 44 e anni, e di un italiano di 44 anni, ritenuto la mente del gruppo, un “colletto bianco”, con a proprio carico precedenti penali e di polizia, anche di natura societaria, e coinvolto processualmente in una delle piu’ atroci vicende di cronaca nera accaduta in provincia.

 

L’indagine ha preso il via da una importante attivita’ di controllo svolta dalla Polizia nell’agosto del 2020 con l’obiettivo di arginare situazioni di degrado di alcune zone di Novara ad alta concentrazione di residenti di origine extracomunitaria.

Nell’ambito di una di queste verifiche era stata riscontrata, in alcuni appartamenti nel popolare quartiere di Sant’Agabio, la presenza di cittadini pakistani in contesti di assoluto ed intollerabile sovraffollamento. Proprio da alcuni degli immigrati controllati in quell’occasione erano venute le prime segnalazioni sulle condizioni di lavoro a cui erano costretti nel settore della distribuzione di volantini. Le indagini hanno fatto emergere una realta’ sconcertante: persone in stato di poverta’ reclutate all’estero o in diverse zone d’Italia e trasferite a Novara dove erano costrette a vivere in condizioni limite. Da Novara venivano portati a lavorare in localita’ lontane del Piemonte, della Valle D’Aosta, della Liguria e della Lombardia, a bordo di furgoni fatiscenti, scaricati in vari punti delle citta’, e costretti, a piedi, distribuire migliaia di volantini, anche sotto la pioggia o al freddo pungente dell’inverno. Quella conclusa ieri mattina e’ stata – come e’ stato sottolineato nel corso di una conferenza stampa oggi in Questura – la piu’ importante operazione in materia di caporalato nel novarese, e ha portato alla luce l’esistenza di gravissime forme di sfruttamento in ambiente urbano non meno rilevanti, per intensita’ e per dimensione, di quello delle campagne.

 

Articolo precedente++Massimo Garavaglia: comunicazione sul Covid ossessiva, sembra una peste
Articolo successivo++Lombardia, 63mila prenotazioni per il vaccino 5-11 anni