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Noblesse oblige Monsieur le President

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MILANO – Nei miei svariati anni sportivi trascorsi con soddisfazione a competere nel nuoto e poi nelle classifiche tennistiche italiane due importanti “comandamenti” mi sono stati insegnati dai vari allenatori che si sono susseguiti e che mi hanno portato a crescere e maturare:mai tifare contro qualcuno ma per qualcuno e riconoscere sempre l’onore delle armi al perdente.

Ieri per il mondo sportivo italiano si è scritta una bellissima pagina di storia. L’Italia, ai Campionati in corso a Wuxi, in Cina ha trionfato  con una 33enne, Mara Navarria, nella spada femminile. La friulana dell’Esercito, numero 1 del ranking mondiale, ha sconfitto in finale la rumena Ana Maria Popescu conquistando così il primo titolo iridato della sua carriera con il punteggio di 13-9. A fine incontro, l’atleta italiana con l’etichetta che contraddistingue il cenno di cortesia per l’occasione avuta, ha salutato la rumena con il “saluto”.

E’ una presa di coscienza di se stessi e dell’arte che si è praticata. Sì, perché, se anche vogliamo definire la spada uno sport, è più indicato definirla un’arte del combattimento, come la sciabola o il fioretto. Il saluto è un doveroso atto di cortesia verso l’avversario, l’arbitro e il pubblico se presenti; per l’esecuzione si parte dalla “prima posizione” punta del piede corrispondente al braccio armato rivolto verso l’avversario, mano non armata su un fianco, arma all’altezza della cintura facendo formare alla lama una diagonale con la punta rivolta verso il basso. Dalla prima posizione si porta l’arma in linea, mostrandola all’avversario, successivamente si flette il gomito e si porta la coccia verso il volto fino a sfiorarlo e si distende nuovamente per salutare l’avversario, una nuova flessione, per poi salutare l’arbitro se presente o le personalità più importanti distendendo il braccio nella loro direzione e ugualmente per il pubblico dopo un’ulteriore flessione, il tutto volgendo lo sguardo nella direzione in cui si saluta.

Altro continente, altro sport, altro galateo rigidissimo. Si giocava il British Open 2018 di golf, Carnoustie, Scozia, il più antico tracciato della disciplina (1860), Francesco Molinari, 35enne ingegnere, che nella vita fa “il giocatore di golf” è entrato nella leggenda. E’ bastata una mazza da golf per riscrivere la storia con una prestazione sensazionale, che ha lasciato a bocca aperta il mondo intero.

Quel birdie alla 18 resterà per sempre nel cuore e nella mente di chi ama lo sport, il colpo della vita, che spedisce Molinari nell’empireo dei grandi, un posto che spetta soltanto a chi, come lui, ha lasciato un segno indelebile nella storia. Primo italiano di sempre a vincere un Major chiudendo a -8, cioè otto colpi in meno di quello utilizzati “girare le ultime 18 buche”. 276 colpi per 4 giri. L’intero pubblico scozzese, inglese, americano per la gran parte in silenziosa attesa, esplode in un boato e accompagna la vittoria dell’italiano con un interminabile applauso che si tributa solo ai grandi campioni. Molinari ringrazia con fairplay alzando la mano in segno di ringraziamento.

Russia 2018, 15 luglio, tribuna d’onore,Emmanuel Macron, le Président, alla sua sinistra la moglie Brigitte, Monsieur Infantino nel centro e la Presidente Croata alla destra. La finale del campionato del mondo di calcio. La Francia vince 4 a 2 e  “l’esagerata esultanza” stonano con chi dovrebbe almeno fingere di applicare le regole del galateo sportivo. Sua moglie Brigitte si scatena in un ballo stile tifosa per celebrare il titolo iridato. Il tifo è da ultras ed Emmanuel Macron appare decisamente scomposto in tribuna e scomposto pure negli spogliatoi dove, maniche di camicia bianca bagnata da champagne,non riesce a trattenere l’entusiasmo. Insieme a lui ci sono Paul Pogba e Benjamin Mendy, che insegnano al presidente la cosiddetta Dab Dance. Il risultato? No comment.

 

Laura Giulia D’Orso

 

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