“Nihil sub sole novum. ( Ecclesiaste) Ad Ossona ovviamente”

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    RICEVIAMO & PUBBLICHIAMO –  “Succede ad Ossona, ciò che in qualsiasi altro paese democratico avrebbe causato dimissioni per manifesta incapacità amministrativa con “commissariamento” prefettizio e relativi procedimenti penali e amministrativi/risarcitivi, diventi invece, nella mente del Sindaco, una operazione immobiliare a totale vantaggio pubblico. 
    I fatti: Nel 2009 in prossimità del voto Amministrativo la Giunta Comunale con l’attuale Sindaco come assessore esterno approva un orribile Piano Particolareggiato motivandolo con il bisogno di una biblioteca e di parcheggi in piazza. Tutto doveva realizzarsi entro sei anni con garanzia fideiussoria di 361.000 euro versata dal privato in Banca e messa a disposizione del Comune in caso di inadempienza. In cambio avevano dato la possibilità di costruire in piazza, fianco Villa Litta, un palazzo di quattro piani e di spostare volumetrie a totale vantaggio dell’operatore privato in area esterna. Noi minoranza ( ormai lo siamo da 14 anni ) abbiamo protestato inutilmente, Verba volant, scripta manent, è tutto per scritto negli atti comunali.
    Prima di firmare hanno fatto abbattere dal privato una bellissima corte, per scavallare la Soprintendenza, lasciando parte dei muri esterni e salvandone un pezzo con colonne e voltine (obbligati da nostra denuncia) dove fare la Biblioteca. Crisi economica ed un lutto improvviso fanno scadere i termini. Pacta sunt servanda.

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

    In un paese normale nel 2015 l’assessore ora Sindaco, ragioniere, commercialista e costruttore (quindi un tecnico) doveva semplicemente incassare i 361.000, euro fare la biblioteca (260.000 euro) ed i parcheggi e, assorbire, oggi, ai beni comunali l’area su cui dovevano costruire il palazzo in quanto erano scaduti i tempi costruttivi. Stesso ragionamento per il Piano di lottizzazione dove avevano già affidato 3.000 mc in più a cui vanno aggiunti i 5000 mc nuovi affidati con l’ultima delibera del 23 Aprile 2018. Anche il Piano è ormai scaduto e da 15 anni è un bellissimo prato in via Bosi a sinistra per andare ad Arluno prima del semaforo. Anche per il PL il nostro ragioniere doveva incassare le fideiussioni e realizzare una pista ciclabile e parcheggi. L’area non costruita ora per norma è tornata agricola e andrebbe eventualmente ed interamente riconvenzionata. Dura lex, sed lex.

    In questi anni abbiamo fatto interpellanze ed interrogazioni come sempre inascoltate. Oggi il Sindaco nelle segrete stanze del potere, su proposta del privato (cosa cuntra legis in quanto il Piano Particolareggiato per norma è ad iniziativa pubblica), fa adottare in Consiglio Comunale da una maggioranza che è stata messa a conoscenza dei contenuti la sera dopo la convocazione del Consiglio stesso, un nuovo piano. Ignorantia legis non excusat.

    Non dicendo nulla del mancato introito delle fideiussioni, non portando il confronto tra quello vecchio è quello nuovo, senza quadro economico relativo a ciò che si doveva incassare e ciò che non si incassa più, con alcuni elaborati con correzioni in rosso e con dati sbagliati. La presupponenza e la fretta gli fanno pure menar vanto della non più costruzione del Palazzo (ormai diventato ope legis incostruibile) quasi che non lo avessero autorizzato loro. In sostanza abbiamo perso 361.000 euro non incassati e, per realizzare la biblioteca dovremo spenderne 260.000 dei nostri.

    Stesso discorso per il PL 8 che avrà, se mai costruiranno, un’incidenza volumetrica da “Quarto Oggiaro”, bel biglietto da visita per chi entrerà in paese. Ovviamente abbiamo mandato tutto alla Corte dei Conti, alla Prefettura e in Procura sperando che prima o dopo, gli Enti Superiori, intervengano almeno per recuperare i denari pubblici buttati. Per inettitudine o cattiva volontà? Vedremo”.

    Sergio Garavaglia capogruppo

    ‘SiAMO Ossona Sergio Sindaco’

     

     

     

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