Neutralisierung (Neutralizzazione) di Emanuele Torreggiani

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    La tecnica governa la scienza. La ordina. Predispone il perimetro della ricerca, che non è più la verità, ma il mercato. Così agendo la scienza, ormai subordinata alla tecnica, non cerca, trova. Ed ogni “tecnica trovata” è produttiva al mercato.

    Il mercato, mi sto riferendo all’imponente odierno in cui il mercato predomina sul mondo (vedasi al riguardo il mercato del lavoro e non più il mondo del lavoro, il mercato dell’arte e non più il mondo dell’arte, il mercato letterario e non più il mondo letterario, et similia), mentre nell’ieri il mercato era una piccola parte ben definita del mondo “vasto e terribile” (per citare Saffo). Ieri si coglievano infiniti mondi vasti e profondi, oggi uno solo: il mondo dettato dalla tecnica.

    C’è un’immagine concreta che importiamo da un testo, magistrale, di Ernst Jϋnger, e si cita sulla memoria: “Un tempo le chiese facevano ombra ai mercati che si tenevano nelle piazze adiacenti; oggi, gli imponenti grattacieli, eretti dal mercato finanziario, mettono in ombra le chiese”.

     

     

     

     

     

     

     

     

    La potenza del mercato qui si manifesta nella sua massima espressione. Vedasi, come esempio, Bruxelles. Questa frase la ritroviamo appunto nel testo “La capanna nella vigna”, titolo a ricalco di una frase del profeta Isaia, 1,7-8. All’inizio, come si coglie, c’era un libro. Il Libro. E c’è ancora. Finché ci sarà un libro l’uomo vivrà, poi sarà la bestia. Il libro, qualunque libro, è opera mediana di spirito e materia, la bestia non morendo non necessita, anzi rifugge, di spirito. La materia né si crea né si distrugge: costantemente si trasforma. Con buona pace dei tristi pseudo-animalisti. E sia.


    Dunque Neutralisierung. Neutralizzazione. Salita verso il neutrale, suona male. Neutralisierung. Bellissimo. In questa composizione monofonica si coglie la verità del mercato: neutralizzare ogni sinfonia, ogni differenza. Convogliere così ogni razza, ogni cultura, ogni culto, ogni specie, ad un’indefinita standardizzazione egualitaria. Alla diamantina menzogna del siamo tutti uguali. Non siamo uguali.

    Siamo, noi tutti, potentemente diversi, per razza, cultura, credo. E tutte queste diversità, non ultima la diversità tra individuo ed individuo, compone la bellezza del creato cui il mercato, nella sua ascesa economico-finanziaria, deve abolire causa il prodotto standard. Lo standard deve piacere a tutti, impossibile dirà il senatore Buddenbrook, piacere a tutti è impossibile, così suonava il motto di casa.

    A questo punto il mio eventuale lettore dovrebbe alzarsi in piedi, quando si nomina Thomas Mann si sta all’impiedi. E per produrre un piacere massimamente condiviso occorre neutralizzare ogni differenza. Ed ogni differenza viene considerata politicamente scorretta dall’algoritmo neutrale. La buffonata delle razze inesistenti viene dalla volontà di neutralizzare ogni verità immediatamente evidente. La buffonata dell’egualitarismo cultuale viene dal tentativo di neutralizzare ogni culto e ridurlo a folclore, quando invece il culto alligna nella radice aurorale di ogni popolo, salvo il cristianesimo, che non è un culto, ma la rivelazione della verità: tu sei libero.

    Ed il vero autentico nemico della Neutralisierung è questa frase qui: tu sei libero. Libero nella tua responsabilità, nella tua consapevolezza. Nella tua individualità. Cristo chiama il singolo uomo, non il collettivo. La Neutralisierung, al contrario, nella sua diabolica sublimazione, rifugge ogni individuo, in forma della inesistente società composta da soggetti che non sono né maschi né femmine. Vuole ibridi intercambiabili. Pezzi di un motore. Standardizzato. Tutti uguali e tutti spiritualmente morti. Neutralisierung.

    Emanuele Torreggiani

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