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Magenta, cominciati stamani i murales allo stadio. Le polemiche non si placano

MAGENTA – “Magenta ha bisogno di queste iniziative. Il mio auspicio è che si moltiplichino perché servono a quel processo di effettiva integrazione al quale la nostra Amministrazione sta lavorando. Inoltre, noto molti pregiudizi a riguardo, gente che parla senza nemmeno aver visto il risultato finale”.

L’assessore Monica Garegnani difende a spada tratta il “murales della discordia” – come l’hanno definito dal Centrodestra locale – che stamane ha iniziato a prendere forma e oggi dovrebbe essere portato a termine.   “Il luogo scelto – spiega – parte del muro di cinta dello stadio ‘Plodari’ rientra in un progetto a più ampio raggio che riguarda anche un altro spazio nel quartiere nord e uno nelle vicinanze della scuola Santa Caterina”.

Ma a far discutere in questi giorni a Magenta, con una levata di scudi delle opposizioni – Lega Nord in testa – non è tanto il murales, di per sé, quanto l’artista coinvolto.  Simone Rossoni, in arte ‘Rouge’  è un vignettista di strada vicino al mondo dei centri sociali, ma anche a realtà come Emergency ed Amnesty.

Lui utilizza la ‘metafora’ dei vermi – “I vermi siamo noi, gli inquilini di una società che striscia” – per descrivere la realtà. “Rouge – rimarca la Garegnani – si è offerto a titolo gratuito. Questo intervento non costerà un euro alle casse dell’Amministrazione comunale. Inoltre – aggiunge l’esponente della Giunta Invernizzi – sicuramente ci sarebbe piaciuto coinvolgere il mondo delle scuole, ma c’è una tempistica, oltre che una serie di limiti di natura burocratica, che non ci hanno permesso un loro coinvolgimento in questa fase dell’anno”.

Va detto, infatti, che il Comune ha avuto il via libera per l’utilizzo di questo spazio solo alla fine di giugno, quando, appunto, diventata impossibile contattare gli istituti scolastici per avere una loro collaborazione già dal mese di settembre.

Con “Rouge” a dipingere dalla mattinata anche alcuni ospiti richiedenti asilo dell’ex Casa Vincenziana.  Ma le spiegazioni dell’assessore di Rifondazione Comunista non convincono affatto la minoranza. A suonare la carica, come spesso accade, è Simone Gelli capogruppo della Lega Nord: “Speriamo che alla fine il dipinto non si riveli una ‘boiata pazzesca’ come il presepe con il Gesù bambino di colore della scorso Natale. Detto questo vorrei proprio capire perché questa Amministrazione ha a cuore solo il tema dell’accoglienza: che ne è dei nostri imprenditori suicidatisi a causa della crisi? E dei nostri giovani senza lavoro, così come i 50enni che lo hanno perso e chissà se lo ritroveranno mai, per non parlare degli esodati grazie alla legge Fornero. Ecco – chiosa Gelli – mi piacerebbe che questa Amministrazione ogni tanto si ricordasse anche di loro, anche attraverso i murales…”.

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