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Monsignor Delpini ieri a San Siro: “Voi siete la primavera più bella”

L’Arcivescovo di Milano ha incontrato i cresimandi e i cresimati del 2019

MILANO – «In che senso?» Questa domanda importante ha trovato concrete risposte ieri allo stadio Meazza durante l’atteso incontro dei cresimandi e cresimati del 2019 con l’Arcivescovo di Milano Mario Delpini. Uno stadio pieno e colorato di sorrisi e canti di bambini, catechisti, padrini, madrine e accompagnatori.

Presenze ben oltre le attese: oltre 60mila persone e tra le mille parrocchie anche Magenta. Uno spettacolo di numeri imprevisto che ha fatto da cornice stupenda alle semplici quanto dirette parole dell’Arcivescovo: “Voi siete la primavera più bella” è stato il suo saluto.

Oltre mille giovani animatori hanno eseguito le colorate e simboliche coreografie sugli spalti e a bordo campo poiché le società calcistiche non hanno permesso, come invece gli anni scorsi, di utilizzare tutto il campo da calcio. Le coreografie erano ispirate alla lettera indirizzata da Delpini ai cresimandi e intitolata proprio “In che senso?” nelle cui righe li invitava a trovare i doni dello Spirito Santo attraverso i cinque sensi.

L’Arcivescovo ha invitato ad usare i cinque sensi per meglio conoscere il Vangelo ed essere cristiani, come il tatto ad esempio per poter toccare il crocifisso e dargli una carezza, carezza da dare anche ad un amico poi a scuola.

In chiusura, l’arcivescovo ha affidato un compito ai ragazzi: “Quando arriverete a casa, prendete un foglio e scrivete ‘Chi posso rendere contento oggi?’, appendetelo sulla porta della vostra camera. Ogni mattina, prima di uscire, leggetelo. La sera, se avrete dato gioia a qualcuno, potrete dormire tranquilli: l’angelo di Dio vi accompagna con il suo sorriso. Ringraziate per tutto ciò che avete e imparate a donare”.

L’incontro – supportato da un’interprete lis (lingua dei segni) – è stato anche occasione per presentare la raccolta fondi per il progetto per costruire in Libano la prima comunità per minori che, scappando dalla guerra in Siria, non hanno più una casa né un adulto vicino.

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