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Mondiali di nuoto paralimpico: la favola di Simone Barlaam inorgoglisce il nostro territorio

Il plauso anche del Poliambulatorio Medico Sportivo del Santa Crescenzia

LONDRA/CASSINETTA DI LUGAGNANO –  Continua la favola di Simone Barlaam, il diciottenne atleta paralimpico nato a  Cassinetta di Lugagnano che ha vinto la gara dei 100 metri stile libero ai Mondiali di nuoto paralimpico in corso di svolgimento all’Acquatic Center di  Londra. Un prestazione maiuscola con un tempo di 54’’10, che gli ha permesso di battere anche il record mondiale di specialità. Dal nostro territorio si sprecano gli applausi, i messaggi d’incoraggiamento ma anche l’orgoglio di chi ha avuto modo di frequentare e stare al fianco di Simone in questi mesi. Un periodo assai intenso della sua esistenza, in cui accanto allo sport, c’è stato lo studio con l’esame di maturità sostenuto con successo presso il liceo Scientifico Donato Bramante di Magenta

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UN POST CHE VALE PIU’ DI MILLE PAROLE: 

Per capire chi è Simone Barlaam  leggete il post di Deborah Dirani ripreso sulla pagina del Poliambulatorio Mediso Sportivo Santa Crescenzia. Dice davvero tutto.

Esiste un principio (Hendoku Iyaku) secondo il quale il veleno si trasforma in medicina.
Simone ha 19 anni ed è nato con un problema a una gamba. Un problema che lo ha costretto a subire un fottilione di interventi chirurgici quando era poco più di un nanetto. Un problema che avrebbe potuto azzopparlo psicologicamente, facendo di lui un ragazzo con qualcosa in meno in mezzo a una schiera di ragazzi con qualcosa in più. Ma Simone ha preso la sua gamba piccolina e ci si è tuffato in acqua e ha scoperto lì, in mezzo al blu di una piscina, che poteva trasformare il veleno di una menomazione nella medicina della sua vita. Simone non si è preoccupato di avere qualcosa in meno, ma si è occupato di fare qualcosa in più della media dei ragazzi che hanno tutto.
Si è allenato svegliandosi a notte fonda mentre il resto del mondo continuava a dormire, ha studiato in treno per prendere la maturità scientifica, ha salutato la sua famiglia per andarsene da solo un anno in Australia ad allenarsi e continuare a studiare, è rimasto a casa i sabato sera mentre i suoi amici andavano a ballare. Ha concentrato ogni suo sforzo a viaggiare tra le onde come un pesce (combattente) e questa sera ha vinto la medaglia d’oro ai mondiali di nuoto paralimpico di Londra e ha segnato il nuovo record del mondo nei 100 stile 54”10’ e poi ha tirato fuori la testa dall’acqua, ha fatto un gran sorriso e regalato un cuore al mondo.

La meglio gioventù è questa qua, cuori, sorrisi e mazzo quadrato.

 

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