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Mobilità sostenibile e sicurezza secondo FIAB Abbiateinbici. “Pedala sicuro, rispetta le regole!”

Alcuni consigli utili per chi con la fine dell'inverno tornerà ad inforcare la propria due ruote

RICEVIAMO & PUBBLICHIAMO DA ABBIATEGRASSO – Con la fine dell’inverno si riprende la bicicletta per spostarsi in città e fuori. “Pedala sicuro, rispetta le regole!” E’ questo l’invito che FIAB Abbiateinbici rivolge ai ciclisti, ricordando le regole principali per muoversi in sicurezza.
La bicicletta appartiene alla vasta categoria dei veicoli in generale, con gli stessi diritti e doveri degli altri mezzi (CDS art 46 e 50). Alcune norme del CDS valgono per tutti: “…gli utenti della strada devono comportarsi in modo da non costituire pericolo o intralcio per la circolazione ed in modo che sia in ogni caso salvaguardata la sicurezza stradale (art 140)”. “…L’educazione stradale deve essere diffusa tra la popolazione già a partire dalla scuola dell’infanzia a cura delle Autorità nazionali e locali… (CDS art 230)”; altre sono specifiche, ad esempio le bici non possono circolare in autostrada (art 2), le auto non possono farlo nelle aree pedonali e i marciapiedi sono riservati ai pedoni (art 3).
CIRCOLANO NELLE AREE PEDONALI Si può – CDS art 3: “l’area pedonale è una zona destinata al transito dei pedoni… Oltre ai pedoni possono circolare: biciclette, …” nel rispetto dell’art 140 e 182 e secondo le regole della civile convivenza.
SENZA CASCO Il casco per chi va in bicicletta non è obbligatorio. Devono indossarlo i professionisti per non perdere la copertura assicurativa (Federazione Ciclistica Italiana, art. 61 del Regolamento Tecnico), ma se vieni investito da 2 tonnellate di lamiera, vetro e plastica, poco potrà fare il casco per salvarti!
STANNO IN MEZZO ALLA STRADA CDS art 143: “…I veicoli devono circolare sulla parte destra della carreggiata e in prossimità del margine destro della medesima, anche quando la strada è libera. I veicoli sprovvisti di motore e gli animali devono essere tenuti il più vicino possibile al margine destro della carreggiata…”. Quindi se a bordo strada ci sono ostacoli che possono provocare forature e cadute è lecito tenersene un po’ più lontano. E non dimentichiamo gli sportelli assassini: capita che lo sportello venga aperto senza guardare indietro e per il ciclista “prendere una portiera” può essere disastroso. Dunque non potendo prevedere cosa succederà, è preferibile non passare troppo vicino alle auto in sosta.
NON USANO LE PISTE CICLABILI CDS Art 3 e 182 (…) I velocipedi devono transitare sulle piste loro riservate quando esistono…”. Per stato di necessità si può pedalare sulla strada se le condizioni della pista sono tali da costituire “una effettiva situazione di pericolo imminente di danno grave alla persona…” (Cassazione Civile n. 14269 del 18 giugno 2009) e quando la pista è ad uso promiscuo bici/pedoni “Tale fattispecie non può considerarsi quale pista riservata alla circolazione dei velocipedi (…)” (Ministero dei Trasporti parere prot. n. 4135 del 19 gennaio 2009).
PERCORRONO I SENSI UNICI IN CONTROSENSO (non contromano, i ciclisti di solito mantengono la destra anche quando vanno in senso contrario alla marcia degli autoveicoli). Nelle “zone 30” è consentito, anche qui ad Abbiategrasso (Ministero dei Lavori Pubblici, direttiva:1995-06-24). E’ una modalità semplice, non costosa ed efficace per gestire la mobilità, non un privilegio dei ciclisti. E se non piace l’idea che i ciclisti possano andare in controsenso cambiamo prospettiva e chiamiamolo “doppio senso eccetto auto”.
PEDALANO SUI PASSAGGI PEDONALI Nessun articolo del CDS obbliga il ciclista a scendere dalla bici, lo conferma il Ministero dei Trasporti (parere prot. n. 513 del 24 gennaio 2013): “…i ciclisti possono attraversare in sella alla bicicletta… con le ovvie limitazioni di cui all’art. 182, c. 4 del CDS”, che dispone: “…I ciclisti devono condurre il veicolo a mano quando, per le condizioni della circolazione, siano di intralcio o di pericolo per i pedoni…”. Quindi non un divieto in assoluto ma un principio prudenziale e di buon senso.
PEDALANO SUL MARCIAPIEDI E’ vietato CDS art 3 “…Il marciapiedi è quella parte della strada (…) destinata ai pedoni…”. Però “E’ consentita la sosta delle biciclette sui marciapiedi ed all’interno delle aree pedonali, in mancanza di apposite attrezzature di parcheggio. In ogni caso la bicicletta in sosta non deve recare intralcio ai pedoni….”.
DI NOTTE SONO INVISIBILI CDS art 68 e 182- “I velocipedi devono essere muniti (…) per le segnalazioni visive: anteriormente di luci bianche o gialle, posteriormente di luci rosse e di catadiottri rossi; inoltre, sui pedali devono essere applicati catadiottri gialli ed analoghi dispositivi devono essere applicati sui lati…” ; “…E’ obbligatorio indossare indumenti ad alta visibilità in galleria e fuori città da mezzora dopo il tramonto a mezzora prima dell’alba…e anche di giorno nelle gallerie, in caso di nebbia, di caduta di neve, di forte pioggia e in ogni altro caso di scarsa visibilità”. E’ disgraziatamente una delle regole più disattese, anche se il buonsenso dovrebbe imporre a ogni ciclista di rendersi quanto più visibile possibile di notte, ne va della incolumità personale! Tocca alle Autorità informare e sensibilizzare, ed anche intervenire per punire i comportamenti pericolosi.
Purtroppo non tutte le vittime della strada hanno lo stesso impatto emozionale su opinione pubblica e Autorità: in seguito alla morte di 9 bambini in 20 anni “dimenticati” in auto, è stata giustamente approvata una legge che impone i “seggiolini anti-abbandono”; i 50’000 pedoni e ciclisti travolti ogni anno -con quasi 18’000 decessi in 20 anni- sembrano invece essere considerati un inevitabile effetto collaterale del traffico. Nello stesso tempo grazie al miglioramento delle protezioni di sicurezza, sia la mortalità che i feriti tra gli automobilisti si sono più che dimezzati, mentre niente è cambiato per i pedoni e ciclisti. Un recente studio ha evidenziato che 2 autoveicoli su 3 commettono abitualmente qualche infrazione (conducenti distratti, velocità troppo elevata, mancata precedenza) contro meno di una bicicletta su 20, ma alle violazioni degli automezzi si è talmente assuefatti che non ci si fa più caso anche se le conseguenze, data la loro maggior pericolosità, sono molto più gravi di quelle dovute alle trasgressioni di ciclisti o pedoni.

Quando per strada ci sono molte bici a guadagnarci sono tutti, anche chi si muove in auto che trova più spazio libero. Possedere un auto è costoso (in media 739 € al mese) e sulle brevi distanze spostarsi in auto fa perdere un sacco di tempo. Per fare 4 chilometri in città un’auto ci mette mezz’ora, un ciclista 15-20 minuti e non rimane fermo in coda a respirare i gas di scarico dei motori, non deve trovare parcheggio, non paga il bollo, può transitare liberamente nelle aree pedonali e zone a traffico limitato. E ci guadagna anche in salute: in media i ciclisti vivono 2 anni in più di chi non usa la bicicletta, prendono il 15% di giorni di malattia in meno al lavoro e hanno una forma fisica equivalente a quella di una persona ben 10 anni più giovane!

Per saperne di più:
– https://podcast-radio24.ilsole24ore.com/radio24_audio/2020/200112-a-ruota-libera.mp3
– https://www.leaseplan.com/it-it/area-stampa/car-cost-index-2019/
– European Cyclists’ Federation
– https://www.rivistabc.com/ciclisti-indisciplinati-gli-automobilisti-lo-sono-dieci-volte-di-piu/
https://www.ilsole24ore.com/art/bike-economy-l-industria-mobilita-opportunita-ACdVvUw?fromSearch
https://www.agi.it/cronaca/bicicletta_contromano_codice_strada-4987521/news/2019-02-12/

 

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