MilanoTorino, Magenta e scuole: una polemica da pollaio

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    MAGENTA – Hanno gioito bar e ristoranti, che hanno fatto l’esaurito sabato sera, mercoledì sera e letteralmente spopolato ieri. 

    Abbiategrasso ha insomma vinto su tutta la linea, meritandosi un 10 e lode che per una volta- lo dice un NON abbiatense che ammira moltissimo la città del Leone- ha smesso i panni del disincanto critico e lamentoso, confermando la sua innata natura di città del fare, del produrre, del mettersi insieme. Una vocazione splendidamente ritrovata. A beneficio di tutti, e di cui tutti hanno beneficiato. Una tensione da tesorizzare e da NON disperdere, perché Giro o non Giro si tratta di un patrimonio dall’immensa ricchezza. 

    Riavvolgete il nastro. A maggio, all’indomani del clamoroso successo di pubblico registrato nel giorno in cui il Giro d’Italia era partito da Abbiategrasso, scrivevamo un pezzo di elogio per tutti i protagonisti di un trionfo su tutta la linea.

    Passano pochi mesi e Magenta viene scelta come città di partenza della Milano Torino, la più antica ‘classica’ del ciclismo italiano ed internazionale. Certo, per il Giro la città di Abbiategrasso- commercianti, associazioni e comitato- ha lavorato per mesi, Magenta non ha avuto neppure 30 giorni (anche qui, una semplice domanda: ma non si poteva designare la città prima dell’estate?).

    Ma cosa accade, appena si arriva a pochi giorni dalla gara? Si polemizza per la chiusura delle scuole. Attenzione, il nostro bersaglio NON sono la politica e i partiti. Noi li difendiamo, sempre. Rispondono al loro elettorato. Quello che ci lascia basiti, e sconfortati, è la polemica degli altri. Dei magentini.

    Possibile che ad Abbiategrasso, che ha subito disagi ben peggiori, nessuno- e dico nessuno- abbia avuto da ridire? Poco anticipo, per i genitori di Magenta? Ci può stare, certo. Ma se sulla bilancia mettiamo i disagi dei genitori per un giorno (uno) di chiusura delle scuole e le opportunità derivanti dall’essere vetrina per un giorno su cui televisioni, media e pubblico punteranno gli occhi sulla città, cosa pesa di più?

    Possibile che nessuno abbia pensato ai benefici che i commercianti potranno ricavare, in un momento che è sempre piuttosto difficile per il compato (nessuno di quelli che si lamenta ha un parente commesso, ristoratore, cameriere, negoziante)?

    Possibile che, seppure in modo e tempo differente, la città non si sia riunita, tutta insieme, per dare un’immagine forte ed orgogliosa di sè? Lo ha fatto come sempre (e bene) la Pro Loco di Pietro Pierrettori, con le bellissime foto d’epoca in piazza Liberazione.

    Lo hanno fatto le attività commerciali che si raduneranno in casa Giacobbe il giorno della gara. Il Comune ha lanciato anche un concorso per le scuole. Ecco, se vogliamo trovare un difetto nei diversi eventi di grande successo che Chiara Calati ha organizzato in 1 anno e qualche mese ci sono i tempi di comunicazione; troppo serrati, troppo a ridosso degli eventi. La comunicazione è strategica per il successo di un evento, e i tempi sono conditio sin qua non per una efficace comunicazione. 

    Ma è un peccato veniale. Quello grave, a nostro avviso, è l’immagine di una città sfilacciata, sempre critica, scarsamente propositiva che resta in sottofondo. Un caso in cui Abbiategrasso batte Magenta 10 a zero. Palla al centro. E speriamo che la prossima non finisca nello stesso modo.

    Fabrizio Provera

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