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Micropsicanalisi: aperto il primo centro a Milano. Rocchitelli: “Analisi come occasione per diventare quello che si è”

Il nuovo  centro aperto a Milano a pochi passi dal Castello Sforzesco, vuole diventare un punto d’incontro e di relazioni. Lo studioso magentino: “L’analisi ad un certo punto finisce? Certo quando l’individuo si rassegna al mistero che abita in ciascuno di noi”

MILANO – E’ stato inaugurato venerdì il primo centro di Micropsicanalisi della città di Milano.

Al taglio del nastro simbolico, presso la “Casa della Psicologia” di piazza Castello, erano presenti insieme al dottor Andrea Rocchitelli e al dottor Pier Luigi Bolmida, l’Assessore regionale all’Università Ricerca e Open Innovation Luca Del Gobbo con Riccardo Bettiga, presidente dell’Ordine degli Psicologi della Lombardia che conta oltre 17 mila iscritti.

“Questo – ha detto Bettiga della Casa della Psicologia – è uno spazio che abbiamo volutamente aperto all’esterno. Qui dialoghiamo con le persone, ma anche coi professionisti delle altre scienze. Vogliamo dare la possibilità alle eccellenze che ci sono in Lombardia di mettersi in  rete”.

“Questa – ha aggiunto Del Gobbo –  e’ una occasione importante per riconoscere il ruolo degli psicologi nella nostra Regione, che hanno offerto un contributo prezioso alla riforma socio sanitaria. Questo – ha proseguito –  è un tassello importante nella costruzione del benessere dell’individuo”.

Del Gobbo ha poi anticipato la comunicazione sulla medicina personalizzata andata in Giunta lunedì. “Un modo per offrire risposte più adeguate alle persone e risparmiare  il  30 per cento della spesa sanitaria. E’ questa una nuova sfida, una nuova frontiera: lavorare sui ‘big data’ del cittadino, per garantire nuovi servizi”. Infine,  Del Gobbo ha ricordato:  “La nostra è la prima Regione che ha prodotto una legge sulla ricerca e l’innovazione che arriverà in Consiglio regionale entro novembre. Questa è  una grande ricchezza in più”.

Dopo i saluti istituzionali si è passati quindi alle relazioni più di natura tecnica.
“Noi diamo la possibilità alla persona di conoscersi, davanti ad uno specchio. La Micro psicanalisi – ha detto Rocchitelli –  tocca l’aspetto più profondo, più intimo di ciascuno di noi. Da qui anche l’allungamento del tempo di seduta e l’impegno richiesto”.

L’obbiettivo di fondo è  avere più tempo a disposizione per capire il perchè di certi comportamenti.  “Aggressività, il sadismo. Da dove deriva tutto questo?” si è domandato il professionista magentino.

Rocchitelli nella sua relazione ha inserito alcuni passaggi di natura tecnica, come il cosiddetto ‘effetto sosia’, ovvero, situazioni che si ripropongono nel corso della propria esistenza.  Il direttore del Santa Crescenzia ha poi ricordato l’importanza del silenzio nel corso delle sedute, che può durare anche attimi lunghissimi.

Quindi, una domanda lasciata a mezz’aria:  “Come è possibile che in una epoca come questa, caratterizzata dalla comunicazione e dai social,  le persone abbiano paura a stendersi sul lettino e raccontarsi?”.

Per Rocchitelli in ultima istanza, la Micropsicanalisi è un’occasione per diventare quello che si è.

“Non è migliore né peggiore chi sceglie di sottoporsi ad una seduta. Senza dubbio è un percorso che ci consente di conoscerci meglio. Quando finisce questo percorso? Quando l’individuo si rassegna (e quindi accetta) il mistero che abita in ciascuno di noi” . Per il  collega Pierluigi Bolmida:
foto 2foto 1freud1 “L’analisi non serve a guarire, ma a rendere l’essere umano il più possibile sereno”.

*spazio d’informazione medico scientifica riservato alla Clinica Santa Crescenzia

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