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Metti un po’ di peperoncino nella tua vita

peperoncino2Ci sono molti modi di dire che fanno riferimento a frutta e verdura che generalmente consumiamo nella nostra alimentazione,per esempio,quando, una persona si sente un po’ spossata,si dice “Mi sento molle come un fico” oppure “Sei una testa di rapa” per insultare qualcuno, “Sei rosso come un peperone” quando si sta affrontando una situazione imbarazzante …. E c’è anche il classico detto “Metti un po’ di peperoncino (qualcuno dice “di pepe”) nella tua vita” quando si ha voglia di cambiare e di rendere “piccante” il rapporto con qualcuno. E non è mica un caso che si dica cosi! Infatti tutti conosciamo il peperoncino principalmente per la sua piccantezza , almeno una volta nella vita, per sbaglio o per curiosità, abbiamo provato ad assaggiarne uno e a maledire il nostro gesto imprecando e attaccandoci (erroneamente) alla bottiglia dell’acqua per riprendere fiato! Il peperoncino racchiude diverse varietà che si differenziano soprattutto per la forma, colore e piccantezza del frutto, tutte però appartengono alla famiglia delle solanacee e questo fa intendere che il peperoncino sia parente stretto del peperone. Non si trova allo stato spontaneo ma viene coltivato in gran parte del mondo (Cina, Corea, India, Messico, Ungheria, anche in Italia dove viene esportato ai mercati esteri) soprattutto per le sue caratteristiche culinarie. La pianta del peperoncino è originaria dell’America meridionale infatti i primi coltivatori furono gli Aztechi che avevano già sviluppato una dozzina di varietà e arrivò in Europa, assieme al pomodoro, nel sedicesimo secolo , importata dalle spedizioni spagnole e portoghesi che avevano conquistato il Nuovo mondo. Capsicum annuum, è una pianta erbacea, annuale o perenne che può raggiungere il metro d’altezza; ha foglie ovali, alterne, provviste di un lungo picciolo raggruppate a tre di cui una più grande delle altre ; i fiori sono bianchi e la corolla è formata da 5 petali a stella; il frutto è un bacca allungata , di colore verde all’inizio, con colorazioni del frutto maturo dal bianco al viola, passando per le varie tonalità di giallo, arancio e rosso. Anche la forma è variabilissima. Nei climi temperati si aspetta la primavera per seminare direttamente in terra mentre, nei climi più freddi, occorre seminarlo prima in una cassetta a febbraio e poi trapiantarlo a dimora in aprile. Essendo una pianta originaria di climi caldi, è importante nella coltivazione fornirle una sufficiente quantità di luce e di calore, non trascurando le irrigazioni. A causa dei vari colori dei suoi frutti, è possibile coltivarla anche in vaso per abbellire terrazzi e giardini. La parte che viene utilizzata è la bacca che si raccoglie ad agosto. Per conservare i frutti si consiglia di raccoglierli dalla pianta e di infilzarli con un piccolo spago quasi a formare delle collane che poi si lasciano essiccare. La conservazione può continuare cosi oppure si possono tagliare i frutti a pezzetti e porli in barattoli di vetro. Attenzione però alle avversità: non eccedere mai con le irrigazioni che potrebbero provocare marciumi radicali. Per quanto riguarda gli insetti, i più pericolosi sono rappresentati dalla mosca bianca e dagli afidi. La particolarità del peperoncino è la sua piccantezza, caratteristica data dalla capsaicina, un alcaloide contenuto nei semi. Come già accennato prima, esistono diverse varietà di peperoncino che si differenziano anche per il grado della propria piccantezza: tra quelli più piccanti ci sono i Piri piri noti anche come Peri peri o Pili pili ( in inglese è anche conosciuto come African Birds Eye Chili). Proprio a causa del suo sapore piccante, il peperoncino è usato molto in cucina e viene considerato la droga piccante per eccellenza, una polverina capace di rendere appetitoso qualsiasi piatto. È un condimento tipico della cucina mediterranea, infatti molte ricette calabresi lo contengono, ma è conosciuto e apprezzato anche in altri Paesi del mondo. Il consiglio è di usarlo con parsimonia perché altrimenti si rischia di coprire i gusti delle altre pietanze Il Capsicum è anche apprezzato per le sue proprietà salutistiche che furono a lungo ignorate nel passato soprattutto a causa di un antico pregiudizio secondo il quale tutte le piante particolarmente piccanti sarebbero in qualche modo dannose per l’uomo e la sua salute perché provocherebbero ulcere gastriche. In realtà, le proprietà curative del peperoncino furono riconosciute dagli erboristi solo nel 1800. Fino ad allora tale pianta veniva esclusivamente prescritta come rimedio esterno contro il mal di denti. Dopo la guerra civile americana, invece, iniziò ad essere prescritto dai medici contro dolori artitrici, indigestioni, tosse, febbre, stipsi, nausea e anche in casi di alcolismo. Nel seicento si era diffusa la moda di aggiungere al tabacco da fiuto del peperoncino rosso per renderlo più piccante e forte; tale consuetudine, però, poteva portare a gravi attacchi di starnuti cosi violenti che, come diceva l’erborista Phillip Miller, potevano “ledere i vasi sanguigni del capo”. Forse è anche giusto “mettere un po’ di peperoncino” nella nostra vita, ma facendo attenzione che ciò non ci faccia scoppiare la testa!                                                                                                       Anna Schiorlin

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