Economia/LavoroNews

Massimo Garavaglia e il turismo: ‘Ecco come ripartiremo’

Il 'nostro' neo ministro ne parla al Corriere

 

Il turismo è “la prima industria del Paese, con 4 milioni e mezzo di addetti e ampi margini di miglioramento e sviluppo” ed è per questo che “non dobbiamo più lasciare un solo centimetro ai nostri competitors”. Così il ministro del Turismo Massimo Garavaglia in un’intervista al Corriere della Sera in cui illustra il suo piano per la ripartenza del settore. “Dobbiamo agire in due fasi. La prima è tenere in vita nell’immediato l’azienda turismo. Quindi si agirà con un decreto ristori con normative adeguate, con aiuti in conto capitale, con facilitazioni per le ristrutturazioni, con l’allungamento dei termini per i prestiti erogati, con il sostegno attraverso le politiche per il lavoro per chi è in difficoltà”. In seguito, “governata l’emergenza tenendo in vita più aziende possibile, dobbiamo contare sul fatto che – come ha detto anche il presidente del Consiglio – c’è la certezza che in un Paese come l’Italia il turismo ripartirà. E allora va migliorata la competitività di un comparto che purtroppo dal 2010 al 2019 è cresciuto solo del 4% mentre altrove, in Paesi per noi concorrenti, è salito del 6%”.
Per il rilancio dunque occorre superare “una frammentazione attraverso interventi in orizzontale e in verticale. Sul primo versante ha già operato il premier dando autonomia al ministero del Turismo e organizzandolo in maniera tale da poter interloquire e interfacciarsi con gli altri dicasteri. Sul secondo, il mio obiettivo è superare una situazione in cui Regioni e Comuni si muovono in ordine sparso. Dobbiamo fare sistema, parlando con una sola voce. Ho già sentito il presidente della Conferenza delle Regioni Bonaccini e vedrò quello dell’Anci De Caro per quanto riguarda soprattutto le città d’arte. Bisogna migliorare la nostra capacità di promozione, di attrazione”. Per ripartire però “serve riaprire, ma anche qui: bisogna essere pragmatici, non ideologici. Non si deve ripartire se non esistono le condizioni sanitarie per farlo, ma si deve agire in maniera ordinata e coordinata”.

Redazione

Redazione Ticino Notizie

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