Mantovani, Garavaglia e i sindaci riuniti a Santo Stefano: ‘NO al business dell’immigrazione’

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    Nella sala consiliare di Santo Stefano, il sindaco Tunesi ha riunito diversi amministratori locali, Massimo Garavaglia e Mario Mantovani

     

    SANTO STEFANO – Favorevoli o contrari alla gestione dell’immigrazione e dell’emergenza richiedenti asilo dovrebbero compulsare alcune delle tabelle diffuse ieri sera dal sindaco di Santo Stefano, Dario Tunesi, nell’incontro sul tema organizzato nella sala consiliare, e a cui hanno partecipato diversi sindaci ed amministratori locali- Andrea Cipullo, Curzio Trezzani, Christian Garavaglia, Fabio Merlotti- assieme all’assessore regionale Massimo Garavaglia e al consigliere del Pirellone Mario Mantovani.

    Perché, a fronte di una spesa complessiva per lo Stato italiano di oltre 4 miliardi di euro, il fatto che con 25 euro al mese si possa badare alla cura e all’alimentazione di un bimbo africano nel proprio paese d’origine fa capire che forse, nel sistema che l’Italia ormai adotta da alcuni anni, c’è qualcosa che non funziona.

    “Il tema migranti è cruciale”, ha detto Tunesi in apertura,  “prima di affrontarlo vi presento i relatori: Massimo Garavaglia, i sindaci Christian Garavaglia, Fabio Merlotti e Andrea Cipullo  di Vermezzo, che sta coordinando il tavolo dei sindaci che hanno detto NO alla Prefettura. Serve anzitutto un chiarimento su definizione dei termini, tra migranti e richiedenti asilo e profughi. Tra gennaio e maggio 2017 sono sbarcate 60.200 persone. La maggior parte degli immigrati NON  arriva da contesti di guerra. Paesi principali di arrivo: Nigeria, Bangladesh, Guinea, Costa, Gambia, Senegal, Marocco, Mali, Sudan, Pakistan.

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

    La Prefettura, entrati in situazione  emergenziale, ha mandato ai sindaci il ben noto Protocollo per l’accoglienza sottoposto a tutti i Comuni dell’area metropolitana.

    708 immigrati  sono destinati al Castanese, 597 al Magentino Abbiatense (su 29 Comuni), 654 al Sud Ovest Milano, in totale 5.082, 14 solo a Santo Stefano.

    Hanno firmato il Protocollo Abbiategrassi, Magenta, Albairate, Arluno, Bareggio, Mesero, Ossona e Robecco.

    Tunesi ha poi mostrato e proiettato alcune slide illuminanti (che in parte pubblichiamo), molto più utili di tante parole.

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

    E’ poi toccato ad Andrea Cipullo, sindaco capofila del No: La non adesione al protocollo è stata frutto di riflessione ponderata. Noi sindaci facciamo di tutto per aiutare le nostre famiglie in difficoltà, e spesso non riusciamo, com’è possibile stanziare tutte queste risorse per i richiedenti asilo? Com’è possibile non pensare a un lucroso business, pensando ai tagli che abbiamo ricevuto sui servizi sociali?

    Fabio Merlotti (Buscate): Mi ritrovo negli interventi dei colleghi. Non siamo insensibili e veniamo dal retroterra del cattolicesimo,  Non contano le provenienze di partito; molti di noi nutrono sfiducia verso la politica, in questo le elezioni comunali sono un baluardo importante di democrazia. La firma del protocollo ci espone a costi enormi e una gestione piena di punti di domanda. Di fatto, stiamo rendendo strutturale una situazione di emergenza.

    Christian Garavaglia: Il nostro impegno è tener duro a fronte di questa prevaricazione, la vostra è parlare a 10 persone- per ciascuno di voi- dei numeri e dei dati diffusi questa sera. Sono numeri inaccettabili, e credo che tutta la gestione di questo fenomeno emergenziale sia a tratti vergognosa. Abbiamo detto NO in piena coscienza, sapendo di fare l’interesse reale delle nostre comunità, ma soprattutto denunciando le palesi storture che anche questa sera sono state evidenziate.

    Curzio Trezzani:  Lo Stato non ci dà né garanzie né risorse. Chiediamo che il Governo blocchi le frontiere, perché non possiamo permetterci questa accoglienza sregolata.

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

    E’ poi toccato a Massimo Garavaglia: Il piano di accoglienza diffusa dal Prefetto, in realtà, è fatto e congegnato per risolvere il problema della città di Milano, che è ormai satura e vive sulla propria pelle le conseguenze di un progetto che sta fallendo. Al bar qualcuno dice che ci pagheranno le pensioni, ma essendo in un sistema contributivo, i contributi versati sono individuali.. I 4 miliardi e 600 milioni spesi quanti sono? Sono 80 euro a testa, 320 per una famiglia di 4 persone. Aiutarli nei paesi di provenienza costerebbe molto meno: con 1 miliardo e 300 milioni si salverebbero tutti i bambini dalla fame nel mondo. E’ un bando che alimenta l’ipocrisia, chi firma lo farebbe per accoglierne la metà? E dopo l’ipocrisia viene il ricatto. Fanno molto bene, i sindaci presenti, a dire no a questo modello del tutto sregolato”.

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

    Ha quindi concluso Mario Mantovani: Grazie a tutti voi per l’invito e complimenti al sindaco Dario Tunesi, parlare di un tema che affligge l’Italia e gli italiani come mai era successo è importante.

    Complimenti a chi ha assunto una iniziativa non facile, i sindaci di centrosinistra pagheranno per l’appoggio a un piano così scellerato. E’ un tema che tocca i prossimi 25.30 anni della nostra Nazione, è una vergogna che un governo che non è frutto della volontà popolare approvi leggi che influenzeranno la nostra vita per decenni. Negli ultimi 3 giorni sono arrivati altri 10mila immigrati dalle coste africane, nel 2017 l’aumento su base annua è del 48%.

    E’ stata presentata in Germania una interrogazione al Parlamento che chiedeva quanti sono gli immigrati scomparsi dall’anagrafe, ossia che hanno chiesto asilo e sono scomparsi: la risposta è stata 143mila. In Italia non abbiamo ancora nessun dato del genere disponibile..

    C’è una situazione di totale caos, nei nostri centri di accoglienza. Quanti clandestini ci sono? Quante persone a disposizione della criminalità organizzata abbiamo? Arrivo dalla stazione Centrale, dove la situazione è quasi agghiacciante. Di fronte a questa situazione, pensiamo che nel 2012 63mila stranieri sono diventanti italiani. Nel 2013-14, 129mila immigrati hanno chiesto la cittadinanza. L’analisi sociologica è chiarissima: il costo dell’immigrazione è puro debito pubblico aggiuntivo. Quanto deve il Ministro della Salute a Massimo Garavaglia e alla Regione Lombardia? Oltre 200 milioni euro solo dalla Lombardia, e noi diamo 280 euro ad un disabile mentre ci permettiamo il ricongiungimento degli immigrati. Ora noi stiamo facendo la guerra ai nostri cittadini italiani, intaccandone la sovranità. Altro che cattivi maestri, i sindaci che hanno detto no sono state persone coraggiose. Nel 1999 fui eletto deputato europeo, ero nella Commissione Affari Sociali e presentai un emendamento che disponeva enormi cifre per i rifugiati e chiesi di estenderlo ai migranti. Fu respinto da Prodi, che allora dimostrò di non avere lungimiranza. Anche gli italiani sono stati migranti, ma hanno costruito il benessere di quelle nazioni. E attendevano 40 giorni per essere dichiarati sani e adatti ad entrare nella più grande nazione del mond

    Facciamo un grande piano Marshall per l’Africa, per interrompere questo flusso insostenibile di migranti. E parta dal G7, lanciamo un’idea forte per la gestione del problema. Non servono solo critiche, ma anche proposte. Parliamo della formazione, della cittadinanza, del doversi attenere alle regole di un paese che ti accoglie. Manca Berlusconi, negli accordi internazionali.. Pensiamo a quanto furono lungimiranti gli accordi con la Libia, invece oggi abbiamo un ministro degli Esteri che vota lo Ius Soli..

    Non puoi imporre la cittadinanza a chi non la vuole, ora la lotta sarà quella del referendum contro questa legge. Chiudo sperando che la nostra italianità non venga svenduta. La nostra Nazione non può essere rovinata.

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