Mantovani assolto (anche) per autoriciclaggio: il Gup del Tribunale di Milano spiega perché

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    MILANO – In merito all’auto-riciclaggio “deve rivelarsi come le ipotesi di reimpiego riguardano, a ben vedere, condotte del tutto prive di qualsiasi attitudine ad ostacolare l’accertamento della provenienza delle somme”. Cosi’ il gup di Milano Roberto Crepaldi motiva il proscioglimento in udienza preliminare dell’ex vicepresidente della Regione Lombardia Mario Mantovani e di tre co-imputati, tra cui la moglie, dall’accusa di auto-riciclaggio nell’ambito di un’inchiesta su un presunto drenaggio di 1,3 milioni di euro liquidita’ da tutte le onlus del gruppo Sodalitas di cui Mantovani era amministratore unico tramite la locazione fittizia dei locali di Villa Clerici di Rovellasca a Cuggiono.

    Mario Mantovani
     In particolare, “una volta giunti su conto corrente della Spem Srl”, societa’ amministrata di fatto da Mantovani, “i proventi del delitto di appropriazione indebita – osserva il giudice – sono stati semplicemente utilizzati, senza far precedere o seguire il loro utilizzo da condotte artificiose e utili soltanto a frapporre ostacoli all’accertamento del nesso di derivazione della res da delitto (giroconti, pagamenti simulati, intestazioni fittizie ecc.)”.
    L’ex numero due di Palazzo Lombardia e assessore alla Sanita’ e’ stato invece rinviato a giudizio per la stessa vicenda solo per il capo d’imputazione di “dichiarazione fraudolenta mediante uso di fatture o altri documenti per operazioni inesistenti”.
    L’accusa di appropriazione indebita era caduta per difetto di querela da parte delle onlus, parti offese nel procedimento.
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