Mangiagalli, Consiglieri Lega: “I Centri di Aiuto alla Vita sono una risorsa fondamentale. Perché ogni donna sia libera di essere madre e a ogni bambino sia garantita la libertà di nascere”

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    MILANO – “I Centri di Aiuto alla Vita sono una risorsa fondamentale. Perché ogni donna sia libera di essere madre e a ogni bambino sia garantita la libertà di nascere.” Così i consiglieri regionali della Lega Silvia Scurati, Andrea Monti, Max Bastoni insieme al consigliere comunale Gabriele Abbiati commentano la loro presenza presso il CAV della Clinica Mangiagalli di Milano in occasione del 35 anniversario della fondazione.

    “Quando la legge 194 fu discussa in Parlamento non pochi, che pur la sostenevano, attribuirono ai consultori familiari la funzione esclusiva di aiutare la donna a proseguire la gravidanza, come, del resto, si può ritenere in base ad una corretta interpretazione dell’articolo 2 della legge 194. Purtroppo, però, questo scopo dei consultori, è stato largamente stravolto nell’attuazione pratica. Essi vengono concepiti in alcuni casi come strumenti di accompagnamento della donna verso l’aborto.”

    I consiglieri leghisti ribadiscono la necessità di “una riforma dei consultori in modo da renderli efficace strumento di tutela del diritto delle donne di essere madri e al bambini di nascere. Dal momento che in consiglio regionale anche il PD ha riconosciuto la priorità nel contrastare il calo demografico che ha portato la Lombardia a una drastica riduzione degli alunni da 1.191.797 del 2017/18 a 1.188.589 di quest’anno, i consiglieri leghisti hanno rinnovato il loro impegno nella revisione della legge regionale sul sistema sociosanitario.

    “Nell’ultimo anno i CAV e le Case di Accoglienza della Lombardia hanno aiutato a nascere 3.749 bambini; hanno seguito 5.545 gestanti in difficoltà; hanno assistito 6.833 donne con problemi legati alla gravidanza, al post-parto, al post-aborto. Ma è necessario, allora, che la funzione consultoriale sia trasparente e inequivoca. La loro deve essere una funzione alternativa all’aborto, ben percepibile, come avviene per i CAV”.

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