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Malpensa punta a crescere con passeggeri e cargo, ma SENZA terza pista (e meno consumo di suolo)

Da Sea il nuovo Masterplan a Enac e ministero. L’aeroporto non arriverà a Lonate, ma aumenterà i movimenti, il traffico merci e i passeggeri, senza intaccare il paesaggio circostante

 

MALPENSA- La crescita dell’aeroporto di Malpensa è un tema centrale anche per Magentino ed Est Ticino, che sono strettamente connessi al maxi polo dei trasporti internazionali che dista pochi chilometri dai nostri Comuni.

Ecco perché il piano di sviluppo appena presentato da Sea, la società di gestione dell’aeroporto, assume una grande rilevanza. La prima notizia è che non ci vorrà la terza pista, grazie allo studio avviato con Enav ma ci saranno comunque miglioramenti che garantiscano la crescita. La prospettiva di far crescere i passeggeri fino a 32,5 milioni di viaggiatori (e un milione di tonnellate merci) diventerà possibile grazie a un consistente incremento dei movimenti. Se l’attuale capacità è di 69 movimenti orari e quella ipotizzata con la terza pista era di 108, la previsione del nuovo masterplan è di arrivare a 78 movimenti orari.

Gli investimenti sono concentrati sulla creazione di nuove piste di rullaggio («taxiway») di accesso alle due piste esistenti. Nuovi raccordi che consentono di rendere più rapidi gli ingressi in pista e ridurre il tempo tra un movimento (decollo o atterraggio) e quello successivo.

Il vecchio piano però non riguardava soltanto passeggeri e terza pista, ma anche un investimento nel settore della logistica. E qui il cambio di rotta è decisamente meno radicale, ma consistente dal punto di vista numerico: si passa infatti da 330 ettari di espansione (sull’area occupata da via Gaggio) a 60 ettari. Viene accantonato il progetto di ampliamento che faceva parte del contestato Masterplan dell’era Bonomi, il piano che prevedeva l’inglobamento di case Nuove – compreso il cimitero – per arrivare fin sotto le finestre degli abitanti di Lonate Pozzolo.

Per lo sviluppo del cargo fino al 2030 saranno sufficienti 60 ettari, a sud dello scalo, cioè nell’area tra la superstrada 336 e l’attuale confine aeroportuale: una porzione più ridotta (di area verde, a bosco) rispetto al precedente progetto che prevedeva di sacrificare una zona più ampia.

Il presidente di Sea, Pietro Modiano, ha detto: «Gli studi dicono che questa è l’unica soluzione compatibile con le prospettive assegnate a Malpensa». Ora tocca a Enac prima e al ministero poi esprimersi. n

 

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