Magenta, voti in cambio della moschea, Ayub: “Se i ragazzi hanno sbagliato pagheranno”

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MAGENTA – Da una parte le centinaia e centinaia di manifestazioni di solidarietà al vice sindaco Simone Gelli e alla capogruppo Stefania Bonfiglio. Dall’altra alcuni ragazzi di origine pakistana che, pubblicamente e durante una conferenza stampa, hanno detto di avere avuto un incontro segreto con esponenti della Lega Nord pronti a promettere un centro culturale in cambio di voti. “Se i ragazzi hanno sbagliato allora pagheranno – ha detto Ayub, portavoce della comunità islamica – noi abbiamo parlato con loro e insistono nel dire che questo incontro c’è stato e c’erano diverse persone pronte a testimoniarlo”. Che l’incontro ci sia stato è lo stesso Gelli a precisarlo. Da li a dire che ci sia stata una promessa della portata di un centro culturale in cambio di voti, ce ne corre. Gelli ha smentito in maniera categoria anche la segretezza dell’incontro, tanto che se ne interessarono perfino alcuni media locali. E così si annunciano querele. “Spero che questa cosa si risolva – ha aggiunto Ayub – Stiamo cercando di ottenere uno spazio per la preghiera e adesso salta fuori questo problema che spinge l’attenzione verso altro. Non è quello che vogliamo. Noi desideriamo che gli animi restino distesi e si possa parlare in tranquillità “. Ayub dice che tra i pakistani sono almeno una cinquantina quelli che hanno votato alle ultime elezioni. Non molti, ma neanche pochi. “Molti di noi – conclude – vivono in Italia da 20, anche 30 anni. Molti hanno perso completamente i contatti con il loro paese di origine. Una famiglia che vuole tornare in Pakistan deve spendere parecchi soldi e ci andiamo sempre più raramente. Ormai ci sentiamo magentini a tutti gli effetti. Personalmente, anche se ho votato diversamente, ho grande rispetto per la sindaca e il suo vice che rappresentano tutta la città. Anche noi che arriviamo da lontano”.

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