Magenta UrbanaMente Giovani: oltre l’egocentrisimo

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    MAGENTA – Serata mitica ieri al Cinemateatronuovo, nel segno del mito, della narrazione, la dimensione che l’Io preferisce perché più vicino alla sua natura non razionale; uno spazio di libertà incondizionata che partorisce meraviglie ma anche mostri. Marta ed Erica (4B scienze umane al Quasimodo) hanno introdotto la lezione di Marco Invernizzi dal titolo: ”L’Io che guarda: oltre lo specchio di Narciso”, hanno studiato il mito e lo hanno presentato nella sua lettura e interpretazioni simboliche e psicoanalitiche. Marco Invernizzi ha sviluppato la relazione tra lo spettatore e le immagini del cinema alla luce di quel mito.

     

    Martedì 21 Gennaio nell’aula consiliare di via Fornaroli a Magenta si è svolto il secondo incontro del ciclo di lezioni magistrali “Io. Verso la Polis”, organizzato dall’ associazione Urbanamente. Il relatore della serata è stato Roberto Mancini, professore di Filosofia teoretica all’università di Macerata, studioso di temi legati all’economia umana e alla cultura della sostenibilità.

    Dopo aver chiarito che la filosofia è intrinseca a ciascun individuo e cerniera tra l’Io e la vita, Mancini ha spiegato il concetto di “Io salvato”, fondamento della sua tesi.

    Con “Io salvato” dalle logiche di potere, il professore si riferisce ad un soggetto dotato di una propria autonomia di pensiero e capace di autorealizzarsi (non ci autodeterminiamo ma ci autorealizziamo), non autosufficiente ma necessariamente inserito in un contesto sociale, in cui ha la possibilità di realizzare i suoi desideri. Poiché è responsabile, può rispondere alla vita per la persona originale quale è; nel contesto sociale, in cui è inserito, dovrebbe essere guidato da giuste forme di autorità (autorità non è esercizio del potere, ma è aprire prospettive di vita) che facilitano la sua crescita. Insomma, l’Io, potenzialmente, è un soggetto libero dall’oppressione del potere.

    Il potere (verbo) è una possibilità che viene invece utilizzata come nome. Come tale (sostantivo), il potere, comunemente inteso come una forza che crea disomogeneità, schiavizza mediante gli organismi burocratici. Per esempio, i sistemi economici finanziarizzati, tecnocratici, mediatici, introducono caos nell’ordine del mondo e sostituiscono la democrazia, ordinamento in cui si agisce per valorizzare e tutelare la dignità umana, con il mercato finanziario: le persone vengono in pratica usate come merci e considerate, in base alla convenienza, risorse, esuberi o scarti.

    Ma come evitare che ciò accada?

    Secondo il professore l’Io, che spesso con cinismo esclude il diverso, al contrario dovrebbe accoglierlo e costruire un rapporto fondato sulla capacità di integrare ciò che pensa con ciò che fa. Insomma, proprio perché siamo esseri socievoli (come affermava Aristotele già più di 2000 anni fa), dobbiamo aprirci a nuove relazioni: quando il desiderio umano di comunione incontra un volto si ha l’inizio di una nuova nascita.

    Inoltre, non dobbiamo dimenticare che la conoscenza, in quanto comunione eticamente orientata, aiuta a ritrovare l’essere umano nella verità.

     

    Il confronto conclusivo, infine, è stato utile all’approfondimento e al chiarimento dei dubbi del pubblico anche riguardo a temi di attualità.

    La illuminante lezione di Roberto Mancini ci ha offerto, ancora una volta, la possibilità di acquisire più consapevolezza rispetto alla società in cui viviamo e, forse, anche più consapevolezza di noi stessi e degli sbagli che commettiamo.

     

    *Testo a cura di Noa Canini e Federico Novello, classe 3ALES del liceo “Bramante”, che hanno anche introdotto la lezione di Roberto Mancini. Docente referente del progetto è la prof.ssa Viviana Maltagliati.

     

     

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